regione-liguria0001Genova – Nino Miceli, capogruppo regionale ligure del Pd sarebbe indagato per peculato nell’ambito dell’inchiesta “spese pazze”. Nuovo colpo di scena nelle indagini sul presunto uso “leggero” dei fondi regionali destinati alle spese di funzionamento della politica locale.
Il rappresentante del PD era stato interrogato dagli inquirenti riguardo alle rendicontazioni presentate dal suo gruppo consigliare e su documenti controfirmati personalmente.
Nino Miceli chiarisce la sua posizione con un comunicato stampa nel quale dichiara che “come Gruppo PD in Liguria non abbiamo, né abbiamo mai avuto, né carte di credito né bancomat del Gruppo. Le spese venivano rimborsate dal nostro responsabile contabile ai singoli consiglieri, dietro presentazione delle ricevute di spesa. Nessun consigliere ha mai ricevuto somme in contanti prima di effettuare le spese, ma ha sempre ricevuto rimborsi per spese già sostenute di tasca propria, a nome del Gruppo”.
Miceli ha aggiunto di sentirsi “frustrato nel vedermi associato al capitolo delle cosiddette “spese pazze” che in Liguria e in tutta Italia ha rivelato episodi anche gravi, suscitando l’indignazione popolare. ”

In precedenza era stato iscritto nel registro degli indagati anche il tesoriere del gruppo Pd in regione, Mario Amelotti. Per lui l’accusa sarebbe di peculato.
Proseguono senza sosta le indagini della magistratura sulle spese sostenute dai vari gruppi consiliari della Regione Liguria nel periodo che va dal 2010 al 2012 e non sono dunque esclusi altri clamorosi colpi di scena.