Matteo Renzi e le norme pro Berlusconi
Matteo Renzi e le norme pro Berlusconi

Roma – Continuano le polemiche politiche dopo il caso del presunto inserimento di una norma “salva Berlusconi” nel decreto di riforma del Fisco. Mentre il premier Matteo Renzi assicura verifiche per scoprire chi abbia inserito la norma che esclude la punibilità entro la soglia del 3% del bilancio dell’azienda, il viceministro dell’Economia Luigi Casero precisa “io non c’entro nulla”.
In un’intervista Casero precisa di aver seguito il decreto in Parlamento.
“Poi il ministero dell’Economia ha mandato il testo al pre-consiglio cinque giorni prima dell’approvazione. Ed era un testo molto piu’ asciutto – spiega Casero – Nel decreto arrivato su quel tavolo quel tetto non c’era”.
Per il vice ministro all’Economia ”non c’e’ alcun interesse politico in tutto questo. Piuttosto, mi sembra un
pasticcio”.
Di diversa opinione molti analisti politici che già ieri parlavano di “mano tesa” a Silvio Berlusconi che, grazie a quella modifica, avrebbe avuto la possibilità di tornare nell’agibilità politica, termine orribile con cui si fa riferimento al fatto che potrebbe tornare ad essere eleggibile in contrasto con la sentenza che lo ha condannato all’esclusione dai pubblici uffici proprio a seguito di condanna per evasione fiscale.
”Quel decreto è cambiato, a Palazzo Chigi o in consiglio dei ministri – precisa maliziosamente Casero – il testo e’ stato ampliato. E fra l’altro non è quella l’unica novità inserita. Il ministero dell’Economia, in ogni caso, riteneva che fosse necessario mantenere il testo iniziale”.
Secondo il vice ministro, però, non si tratta di una difficoltà che potrebbe rallentare l’iter di approvazione poichè “si può rimediare velocemente. Si toglie quella parte e il problema è risolto”.
Restano i dubbi degli italiani che si domandano come sia possibile che qualcuno possa inserire righe di testo all’interno di un decreto in approvazione dal Governo senza che nessuno se ne accorga e, soprattutto, senza che sia possibile risalire con certezza a chi ha eventualmente modificato il testo all’insaputa dei Ministri e del Presidente del Consiglio.