Genova – “Se salta il doppio senso in via Robilant per le dimensioni delle doppie corsie, mezza città diventerà a senso unico o sarà evidente la disparità di trattamento”. E’ la risposta che arriva dai comitati di residenti alle notizie di stampa che danno “in arrivo” il senso unico nella stretta strada che da via Torti sale sulla collina della Madonna del Monte.
I residenti si preparano alla mobilitazione e a rispondere a qualunque ipotesi di modifica del traffico nella via visto che l’equilibrio (precario) raggiunto, se messo in discussione, causerebbe ripercussioni a cascata in tutto il quartiere.
Al vaglio del Comune, infatti, ci sarebbe la trasformazione della via in un senso unico o nel mantenimento del doppio senso ma con l’eliminazione dei posti auto su uno dei lati. Provvedimenti che, in una zona dove si fatica ogni giorno per trovare un parcheggio, suona un pò come un “ricatto”.
La motivazione del provvedimento risalirebbe ad una delibera del 1988 che non è mai entrata in vigore, probabilmente nel timore delle proteste che ora tornano ad essere allo studio dei residenti. La strada dovrebbe avere due corsie di dimensione “regolare” per mantenere il doppio senso di marcia e se questo spazio “non c’è” si deve scegliere: o il doppio senso senza parcheggio o il senso unico.
Scelte che, secondo chi è contro ogni modifica, possono avere conseguenze devastanti per mezza città poiché situazioni analoghe, con corsie di dimensione inferiore a quanto previsto dal Codice della Strada, a Genova sono piuttosto diffuse.
“Non si capisce perché – spiegano i residenti – si debba iniziare ad applicare qui una decisione – peraltro subito abbandonata – del 1988 e che porterebbe a far diventare “senso unico” la metà delle vie collinari di Genova”.
E i comitati minacciano: “se passa il provvedimento inizieremo a misurare le strade vicine e poi via via in tutta Genova, segnalando ogni strada che non rispetta le misure e che, parimenti, dovrà essere modificata”.
Una “minaccia” da prendere molto sul serio visto che tra i promotori ci sono professionisti del settore.
La “controproposta” è invece di aumentare i controlli contro gli abusi e di verificare la necessità di tutti i parcheggi “riservati” al momento e sui quali ci sono parecchie perplessità.
“C’è una parte minoritaria di persone che vive sulla Luna – spiegano alcuni residenti – che vuole imporre a chi ogni giorno lavora, va a fare la spesa, accompagna i figli e si occupa di familiari anziani – regole e modalità di vita di una elite di fortunati. Prima pensino a far funzionare servizi e trasporti in modo ottimale e poi potranno pensare a cercare di modificare stili di vita che non sono scelte ma necessità. Il caso di corso Italia e delle piste ciclabili sono sotto gli occhi di tutti. Per i benefici di pochi fortunati la maggior parte dei cittadini paga ogni giorno per scelte scellerate”.


