Genova – “Studenti con disabilità ancora esclusi dai Media persino nelle inchieste”. E’ la protesta di Genova Inclusiva, l’associazione che riunisce le famiglie dei studenti con disabilità e gli operatori del settore scolastico che più hanno a che fare con le problematiche legate all’inclusione e al supporto scolastico.
“Nel racconto mediatico del sistema scolastico italiano – spiega l’associazione – esiste un’assenza che non può più essere liquidata come casuale. È l’assenza sistematica delle vittime dirette del sistema di sostegno: studenti con disabilità e famiglie.
Un’assenza tanto più grave quando si verifica all’interno di trasmissioni del servizio pubblico che si autodefiniscono “di inchiesta”.
Secondo Marco Macrì, portavoce dell’associazione “il tema non è la scarsità di fonti.
Il tema è la loro esclusione dalla narrazione”.
Secondo Genova Inclusiva, infatti, da anni, esistono iniziative pubbliche, segnalazioni formali, esposti e prese di posizione che denunciano criticità strutturali del sostegno scolastico italiano: dalla formazione degli insegnanti, al sistema di reclutamento, fino all’utilizzo delle risorse pubbliche. Criticità precedenti agli attuali assetti di governo e non sanate da chi siede attualmente al ministero
E proprio tra coloro che hanno portato con continuità e documentazione queste istanze fuori dalle sedi informali c’è Marco Macrì, fondatore di Genova Inclusiva.
Macrì ha assunto negli anni un ruolo scomodo: quello di portare la voce delle vittime del sistema laddove quella voce normalmente non arriva o non viene fatta entrare.
Lo ha fatto in piazza, interrompendo un comizio dell’attuale Presidente del Consiglio per sollevare pubblicamente il tema del TFA sostegno.
Lo ha fatto con le famiglie, rendendo visibili situazioni concrete di esclusione e malfunzionamento del sistema.
Lo ha fatto scrivendo al Presidente della Repubblica, ottenendo riscontri ufficiali dagli uffici competenti.
Lo ha fatto interloquendo con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, attraverso atti formali.
Lo ha fatto in Procura, segnalando il fenomeno dei titoli esteri online risultati falsi.
Lo ha fatto persino in sede europea, con una segnalazione all’EPPO in merito a possibili irregolarità nell’utilizzo dei fondi PNRR destinati alla scuola.
“Tutto questo è pubblico – spiega Macrì – Tutto è verificabile. Tutto è documentato.
Eppure, queste iniziative non entrano nel racconto mediatico dominante, né trovano spazio stabile nelle grandi inchieste televisive sul mondo della scuola. Il risultato è una narrazione in cui il sistema viene discusso quasi esclusivamente attraverso le voci di soggetti istituzionali, sindacali o associativi strutturati, spesso portatori di interessi organizzati”.
Secondo Genova Inclusiva “il pluralismo informativo, in questo quadro, non viene negato apertamente: viene ristretto per selezione. Si parla di scuola senza ascoltare chi la subisce.
Si parla di inclusione senza ascoltare chi resta escluso. Si parla di sostegno senza interrogare chi denuncia da anni falle sistemiche. Quando un’inchiesta ignora sistematicamente una fonte che ha prodotto atti, denunce, riscontri e materiale pubblico, non siamo più nel campo della scelta narrativa.
“Le prove esistono – prosegue Macrì – Le domande anche. Quello che manca, sempre più spesso, è la volontà di farle”
A dimostrazione delle dichiarazioni e delle proteste fatte, Genova Inclusiva invita alla lettura/visione dei materiali pubblici e verificabili:
TFA sostegno – contestazione pubblica
https://youtu.be/i8mk4V_zUyg?si=nOf3iT4DoMx0XV3I
Insegnanti di sostegno – Roma
https://youtu.be/yFuszduMQCc?si=pRX-MVctubwYyqQE
Trasmissione Rai – intervento visibile dal minuto -23
https://www.raiplay.it/video/2024/11/Lo-stato-delle-cose—Puntata-del-25112024-c6cf64e1-a052-4ef3-9dfd-f05016542f71.html
E ci permettiamo di aggiungere i numerosi articoli pubblicati dalla nostra Testata (ndr)

























