HomeImperiaCronacaOmicidio di Ceriana, Mary Elizabeth Hopkins voleva lasciare Becken Olivieri?

Omicidio di Ceriana, Mary Elizabeth Hopkins voleva lasciare Becken Olivieri?

Becken OlivieriCeriana (Imperia) – Potrebbe essere stata la decisione di interrompere la relazione a far scattare la furia omicida di Becken Olivieri, il 52enne indagato per la morte di Mary Elizabeth Hopkins, la cittadina americana trovata senza vita in una abitazione del piccolo centro dell’entroterra imperiese.
E’ quanto sembra emergere dalle indagini sull’omicidio avviate dalla Procura di Imperia e dopo l’interrogatorio dell’omicida reo confesso anche se la sua versione dei fatti non convince il magistrato che segue il caso.
Secondo le ipotesi investigative, sostenute da alcune testimonianze, i rapporti tra la vittima e Becken Olivieri erano tesi già da tempo a causa di questioni economiche e di mancati lavori che l’uomo avrebbe dovuto eseguire nell’abitazione dei due e Mary Elizabeth Hopkins, 55 anni, ex insegnante in pensione, avrebbe deciso di interrompere la relazione, “delusa” dal comportamento dell’uomo.
Olivieri avrebbe quindi reagito alla decisione della donna uccidendola anche per la disperazione di una perdita economica rilevante e che potrebbe essere stata l’unica a sua disposizione.
Una lite scopppiata tra i due si sarebbe trasformata in una resa dei conti con Olivieri che perde il controllo e porta le mani al collo della compagna e la uccide.
Becken Olivieri aveva invece raccontato di aver ucciso, soffocandola con un cuscino, la donna, in preda ad un raptus e di aver tentato subito dopo di uccidersi, procurandosi ferite sulle braccia.
Il giorno successivo si sarebbe risvegliato ritrovando il corpo della donna ormai esanime.
Una ricostruzione che però non convince gli inquirenti che hanno ascoltato già alcuni testimoni che avrebbero fornito elementi che potrebbero delineare una situazione diversa e di tensione già molto alta tra i due.
In particolare sembra emergere che la donna fosse intenzionata a interrompere la relazione per il mancato contributo economico alle spese domestiche e per lavori che Becken avrebbe dovuto realizzare o far realizzare nella casa – piuttosto malandata – dove i due vivevano quando la donna si trovava in Italia, più o meno ogni due o tre mesi.
Sembra emergere anche che, in caso di separazione, Becken Olivieri avrebbe perso casa e una fonte di reddito che gli aveva permesso di superare la grave crisi successiva alla separazione dalla precedente compagna che viveva in Costa Azzurra e dalla quale aveva avuto dei figli.
Ora Olivieri è uscito dall’ospedale dove era ricoverato in seguito alle ferite auto provocate per tentare il suicidio ed è stato trasferito in carcere, a Valle Armea.
Nelle prossime ore dovrebbe arrivare in Italia il fratello della vittima che potrebbe fornire altri preziosi elementi per ricostruire la relazione tra i due e le possibili ragioni del delitto.

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