Genova – Prendere le distanze ufficialmente, con una comunicazione, un post sul suo profilo Facebook o, ancor meglio con un messaggio video postato sui canali social. E’ quanto chiedono le donne, volontarie e operatrici del Centro Antiviolenza Mascherona a seguito delle polemiche roventi sul patrocinio del Municipio Levante allo spettacolo “Aperitivo con lo Stalker” che si terrà il 20 settembre, alle 17,30, al Castello di Nervi, sulla passeggiata Anita Garibaldi.
Si arroventano sempre di più le polemiche per il “caso” del patrocinio prima concesso e poi “negato” ad uno degli eventi più “discussi” del calendario delle iniziative del Municipio Levante guidato da Francesco Carleo.
Il Centro Anti Violenza non si accontenta di una nota stampa con la quale il Sindaco Marco Bucci precisa di non aver mai concesso il patrocinio e di voler agire legalmente contro chi ha usato in modo illecito il logo del Comune e chiede una presa di posizione più evidente e più decisa.
In una nota il Centro scrive:
Centro Antiviolenza Mascherona dal 2009 ad oggi ha accolto 3660 donne che hanno subito violenza fisica, psicologica, economica, stalking.
Le operatrici sono quotidianamente impegnate nel sostenere, tra le altre, le donne vittime di stalking accogliendole in un ambiente sicuro e non giudicante; le stesse devono modificare il proprio stile di vita, la propria quotidianità, perdono ogni punto di riferimento, vivono in una costante allerta che logora e toglie energia vitale, con effetti anche sul benessere psico-fisico (attacchi di panico, tachicardia, depressione etc.), fino ad arrivare al ritiro sociale. Inoltre, le vittime sono costrette a cambiare indirizzo di residenza, numero telefonico, lasciare il lavoro, molte rischiano il licenziamento o sono state licenziate per i continui appostamenti del persecutore sul luogo di lavoro. Altre ancora devono cambiare città, rinunciando così agli affetti più cari, alla rete famigliare e amicale, trovandosi a dover ricostruire completamente la propria vita.
Il fenomeno della violenza di genere non soltanto non cenna a diminuire ma sta assumendo modalità che, con la loro gravità ed efferratezza, unitamente a determinate scelte Istituzionali rispetto a chi il fenomeno dovrebbe aiutare a contrastare, preoccupano notevolmente i centri antiviolenza e le donne dagli stessi rappresentate.
Nessuno ha il diritto di banalizzare il reato di stalking! Spesso abbiamo dichiarato che le donne non sono solo vittime degli uomini violenti ma anche della vittimizzazione secondaria agita da Istituzioni e Politica e, come nel recente femminicidio di Piacenza, anche da parte dei mass media che alimentano con la loro narrazione una visione distorta del fenomeno.
Ci preoccupa il possibile effetto disastroso di certe iniziative analoghe a quella intitolata “Aperitivo con lo stalker”, che rischiano di fornire alibi e di legittimare di fatto tutti gli uomini violenti a perpetuare le loro angherie.
Per questi motivi chiediamo al Sindaco di prendere in modo netto e deciso le distanze da ogni iniziativa che banalizzi il fenomeno della violenza di genere e ne minimizzi gli effetti”.
La vicenda si fa di ora in ora più complessa anche perché i presidenti dei Municipi fanno notare che non è possibile che il Comune non sappia del patrocinio perché ogni Municipioè obbligato a inviare, per tramite dei propri uffici amministrativi (che non rispondono al “colore” politico dell’ente ma solo alle disposizioni del Regolamento Municipale) almeno 30 giorni prima dell’evento per poter stabilire se l’evento può godere o meno del patrocinio e di eventuali misure di sostegno finanziario oppure no.
Il caso del Municipio VII Ponente, con l’incontro contro l’omofobia cui è stato poi ritirato il patrocinio da parte del Comune, è la prova evidente che qualcosa non quadra nella ricostruzione di quanto avvenuto fatta sino qui.


























