Migranti profughiGenova – Una veglia di preghiera per ricordare i 43mila Migranti morti lungo le rotte della Speranza nella Giornata Mondiale del Rifugiato.
Oggi, lunedì 21 giugno, alle 18.30, la preghiera “Morire di Speranza” nella basilica dell’Annunziata e in altre chiese della città. Alle 20 sit-in piazza Matteotti

In occasione della Giornata mondiale del rifugiato che si è celebrata ieri, la Comunità di Sant’Egidio invita tutti a partecipare alla veglia “Morire di Speranza”, organizzata insieme alle altre associazioni impegnate nell’accoglienza e nell’integrazione delle persone fuggite da guerre o da situazioni insostenibili nei loro Paesi (Agesci, Masci, Ufficio Diocesano Migrantes, Caritas diocesana, CEIS, SMS, Comunità di vita cristiana, CVX, Rinascita cristiana, Komera Rwanda, Tavolo giustizia e solidarietà).

A Genova, nella basilica dell’Annunziata del Vastato, alle ore 18,30, verranno ricordate le 43.390 persone morte, senza contare i dispersi, dal 1990 a oggi, nel mare Mediterraneo o nelle altre rotte, via terra, dell’immigrazione verso l’Europa.
Un conteggio drammatico, che si è ulteriormente aggravato nell’ultimo anno: sono infatti 4071 le persone che, da giugno 2020 ad oggi, hanno perso la vita nel Mediterraneo e lungo le vie di terra nel tentativo di raggiungere il nostro continente, soprattutto dalla Libia attraverso la rotta del Mediterraneo centrale.

Durante la veglia della basilica dell’Annunziata, verranno ricordati alcuni nomi di chi è scomparso e accese candele in loro memoria. Parteciperanno numerosi immigrati di diversa origine e saranno presenti anche familiari e amici di chi ha perso la vita in mare.

Veglie analoghe saranno celebrate nei quartieri di Albaro (chiesa di Santa Maria del Prato), Bolzaneto (Chiesa di San Francesco), Pegli (chiesa di S.M. Immacolata), Sampierdarena (chiesa di San Pietro in Vincoli), Struppa (Chiesa N.S. della Misericordia e San Giovanni Battista, istituto Doria).

Alle h.20.00, in piazza Matteotti, si terrà un sit-in per ricordare alla città la strage dei migranti in corso nel Mediterraneo e per ascoltare la voce di chi ha affrontato i viaggi della speranza.