HomeItaliaCronacaTragedia alle Maldive, sequestrate attrezzature e videocamere

Tragedia alle Maldive, sequestrate attrezzature e videocamere

subacqueo dan europeMalè (Maldive) – Si sono concluse le operazioni di recupero delle attrezzature dei cinque subacquei italiani morti nella grotta degli squali, davanti all’isola di Alimathaa, alle Maldive.
Tutto il materiale trovato dai tre sub finlandesi del team di soccorso è stato consegnato alle autorità maldiviane che, dopo una prima analisi, dovrebbero a loro volta consegnarle alla Procura di Roma che ha aperto un’indagine per omicidio colposo, al momento senza indagati.
I corpi recuperati verranno rimpatriati prima possibile per consentire gli esami medici legali e per la consegna ai familiari per i funerali.
Le perizie sui materiali e le autopsie potrebbero fornire elementi fondamentali per comprendere cosa sia avvenuto nelle profondità della grotta e stabilire eventuali responsabilità.
L’esame del contenuto delle bombole fornirà risposte sul tipo di miscela respirata dai sub in immersione, chiarendo se si siano immersi “in aria”, ovvero con semplice aria naturale – probabilità piuttosto remota visto il tipo di immersione molto tecnica – o se, invece, abbiano usato miscele che potrebbero presentare anomalie o un uso errato in base alle profondità raggiunte.
Inoltre verranno analizzati i video delle telecamere che i subacquei portavano addosso e che dovrebbero aver ripreso quanto è accaduto dentro la grotta e confermare o meno alcune delle ipotesi sulla tragedia.
Si pensa ad un incidente che possa aver colpito uno dei partecipanti, causando un “effetto a catena” nel tentativo di tutti di salvare gli amici o ad un errore di “rotta” che potrebbe aver portato i sub a percorrere uno stretto cunicolo pensando di uscire mentre invece penetravano ancora più in profondità nella grotta completamente allagata.
Da verificare anche i “brevetti” posseduti dai sub, ovvero le certificazioni che consentono di effettuare le immersioni di quel tipo e che, secondo alcune ricostruzioni, sarebbero stati posseduti solo da alcuni dei sub.
Sotto analisi anche le verifiche fatte dagli organizzatori dell’immersione sulle certificazioni e sulle autorizzazioni possedute dai partecipanti visto che, alle Maldive, occorrono specifici documenti per immergersi oltre i 30 metri, profondità limite per le immersioni ricreative.
(Foto Dan Europe)
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