Genova – Ride Manu Chao. Ride tanto, ride sempre.

Ride mentre abbraccia per la seconda volta la sua Genova a vent’anni dal G8 e dal concerto del 19 luglio del 2001 in piazzale Kennedy.

Lo fa durante con il suo tour El Chapulin Solo, un set acustico che lo vedrà impegnato in quattro date in giro per l’Italia accompagnato da Luciano Falico alla chitarra e da Mauro Mancebo alle percussioni.

Ad aprire la serata, come accaduto lunedì ai Giardini Luzzati, sono gli From Arabia To Calabria, una band, o meglio un’orchestra multietnica che porta sul palco all’Arena del Mare una musica ibrida, frutto dell’incontro tra culture e tradizioni popolari.

Un suono unico dove sono proprio gli strumenti i protagonisti mentre le parti cantante intervallano i contrappunti di chitarra, tromba e clarinetto.

Sparito anche l’ultimo raggio di sole appena tramontato, un caldo applauso ha salutato l’arrivo di Manu Chao che ha imbracciato subito la sua chitarra.

La gioia, la lotta, l’impegno, sono tre capisaldi e per tutto il concerto l’ex Mano Negra chiama il pubblico che risponde cantando in coro.

La vida tombola, Bienvenida a Tijuana, Me llaman Calle, Me gustas tu, Clandestino; si canta  ricordando Don Gallo e Carlo Giuliani con i tragici fatti di 20 anni fa che hanno lasciato un profondo segno nella generazione dell’epoca e nella società.

“Grazie Genova, mi Genova”, l’ultimo inchino al pubblico che non accetta la fine del concerto mentre Manu Chao ridendo, saluta e posa la chitarra.

 

 

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