“Affrontiamo il tema della violenza di genere ben consapevoli della sua estrema gravità. Sappiamo che è una prerogativa assoluta, una battaglia di civiltà” sono le parole con le quali il capo della Polizia Lamberto Giannini inizia la presentazione dell’opuscolo “Questo non è amore” 2021.

“Sapere di poter contare su poliziotti capaci, che ogni giorno accolgono le vittime con umanità, sapere di poter contare sul loro profondo senso del dovere, mi consente, infatti, di poter guardare negli occhi ogni singola donna, vittima di violenza, e di poterle dire: non sei sola”.

Le donne vittime di violenza vengono accolte in apposite strutture da personale specializzato, con il supporto degli psicologi della Polizia di Stato e dei Centri antiviolenza.

Ma non solo. La prevenzione diventa un sistema, nel quale vengono coinvolti anche i questori, che esercitano le loro attribuzioni e le loro prerogative esclusive per neutralizzare le minacce che ogni giorno si manifestano tra le mura domestiche.

“Ma la sfida più grande – conclude il capo della Polizia – è quella di convincere ogni singola vittima di violenza ad uscire dal silenzio”.

L’importanza della prevenzione traspare anche dalle parole dal direttore centrale Anticrimine Francesco Messina: “Ogni volta che ci troviamo di fronte a un femminicidio, continuiamo a domandarci se quel coltello, quella pistola, quelle mani, potevano essere fermate”. “Dobbiamo occuparci a fondo anche degli uomini maltrattanti – dice ancora Messina – dobbiamo capire da dove nasce la loro violenza, di quali stereotipi si è nutrita ma, soprattutto, dobbiamo verificare se per ognuno di loro ci sia la possibilità di prendere autenticamente coscienza della loro condizione. Difendiamo le donne occupandoci degli uomini prima che sia troppo tardi”.

Oggi questo è possibile grazie ad iniziative come il “Protocollo Zeus”, che amplifica l’efficacia dell’ammonimento del questore andandosi ad occupare dell’uomo che maltratta.

Introdotto dalla legge 119 del 2013, questo protocollo cambia l’approccio della prevenzione rivolgendo la sua attenzione alla figura dell’uomo maltrattante o stalker, introducendo strumenti unici in Europa per spezzare il ciclo della violenza, aiutare gli autori di queste condotte a comprendere la gravità delle proprie azioni, e far loro apprendere come vivere e gestire le relazioni personali ed affettive in modo sano e rispettoso della partner.
Si parte dall’ammonimento del questore, rivolto alla persona che sta attuando condotte che procurano danno o sofferenza nelle relazioni strette, prima che possano interessare il sistema penale.

Gli ammoniti arrivano a colloquio e vengono accompagnati in un percorso che li porta alla consapevolezza della gravità e del rischio connesso alla sua modalità di agire, a rendersi conto della soglia critica a cui è arrivata, oltre la quale c’è il rischio dell’arresto e dell’avvio di un procedimento penale.

La pubblicazione prosegue con un’analisi dei cosiddetti reati spia, vale a dire di tutti quei delitti che sono indicatori di violenza di genere (come lo stalking, i maltrattamenti in famiglia e le violenze sessuali).

Quanto ai provvedimenti amministrativi in materia di violenza di genere, nel periodo 1° gennaio-24 novembre 2021, i Questori hanno emanato 1.266 ammonimenti per stalking e 1126 per violenza domestica con un incremento percentuale rispetto allo stesso periodo dell’anno 2020 rispettivamente del 20% e del 18%.
Nella nostra provincia sono stati emessi nr.10 ammonimenti per stalking e nr.18 ammonimenti per violenza domestica contro gli 11 ammonimenti per stalking e 6 per violenza domestica del 2020.
Nella provincia spezzina nell’anno 2020 si sono registrati n.34 reati per atti persecutori, n.37 reati per maltrattamenti contro familiari e conviventi e n.6 reati per violenza sessuale commessi nei confronti di donne; nel stesso periodo di quest’anno, vale a dire gennaio-novembre, si è rilevata una diminuzione dei reati per atti persecutori e per maltrattamenti in famiglia (rispettivamente n.28 e n.35) ed un aumento per i reati inerenti le violenze sessuali n.17.

La percentuale dei femminicidi rispetto alle donne uccise è scesa dal 48% dell’anno 2002 al 41% dell’anno 2021
Se si analizzano i femminicidi, le vittime sono state uccise in prevalenza da marito/convivente o ex nel 72% dei casi (e solo per il 20% nel 2020 per mano di fidanzato/ex e 8% da spasimante).
La vittima nel 70% dei casi è italiana e nel 40% dei casi lascia figli piccoli.
A La Spezia, si è registrato un solo episodio nel 2021 in ambito familiare/affettivo, mentre non si sono verificati casi nel corso del 2020.

I moventi più frequenti dei femminicidi sono la lite e i motivi passionali. In 1 caso su 2 l’omicida ha fatto uso di un’arma da taglio.

La parte dedicata ai femminicidi si conclude con un breve racconto delle storie riportate dalla cronaca nera di quest’anno, perché venga conservata memoria del dolore che le morti di queste donne (e spesso dei loro figli) provocano in tutta la comunità, oltre che all’interno delle famiglie.

La campagna permanente di prevenzione “Questo non è amore” e finalizzata a fornire informazioni alle donne in situazione di rischio, è giunta alla quarta edizione.

Con il coordinamento nazionale della Direzione Centrale Anticrimine diretta dal Prefetto Francesco Messina, il personale della Polizia di Stato a bordo dei camper dedicati al progetto, ha incontrato negli anni migliaia di persone nelle piazze di italiane fornendo informazioni, aiuto, supporto operativo.

Come si ricorderà, infine, dallo scorso lockdown la app YouPol, scaricata negli anni da tantissimi cittadini sui propri smartphone, è stata estesa alle segnalazioni di violenza domestica. Ideata per contrastare bullismo e spaccio di sostanze stupefacenti nelle scuole, l’app è caratterizzata dalla possibilità di trasmettere in tempo reale messaggi ed immagini agli operatori della Polizia di Stato.

Le segnalazioni sono automaticamente geo-referenziate, ma è possibile per l’utente modificare il luogo dove sono avvenuti i fatti. E’ inoltre possibile dall’app chiamare direttamente il 113. Tutte le segnalazioni vengono ricevute dalla Sala Operativa della Questura competente per territorio.

Per chi non vuole registrarsi fornendo i propri dati, è prevista la possibilità di segnalare in forma anonima.

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