Megattera balena GenovaNoli (Savona) – La balena Megattera avvistata più volte nelle acque tra Savona e Genova è tornata a nuotare al largo di Capo Noli, sotto lo sguardo vigile della Guardia Costiera che ha più volte invitato i diportisti a non avvicinarsi e a non distrurbare la megattera che sembra presentare segni di stress e possibili problemi di salute.
Nelle prime ore del mattino l’esemplare di circa 10 metri, dopo essere stato avvistato da un diportista che transitava con la propria imbarcazione nei pressi dell’Area Marina protetta di Bergeggi (SV), si è spostato in zona Capo Noli dove, nel tardo pomeriggio, è stato nuovamente avvistato e riconosciuto dalla motovedetta CP 864 della Guardia Costiera che era giunta in zona al fine di assicurarsi delle sue condizioni di salute.
L’esemplare, che come noto vive nei bacini oceanici (dalle acque polari alle acque tropicali, dall’Oceano Atlantico, all’Oceano Pacifico, compreso lo Stretto di Bering) è in grado di compiere lunghe migrazioni che possono arrivare a coprire migliaia di chilometri.
La Guardia Costiera raccomanda a tutti gli “utenti del mare” le norme di condotta a cui attenersi in caso di avvistamenti di cetacei finalizzate ad evitare inutile disturbo all’animale marino.
In particolare, si raccomanda di non avvicinarsi mai ad una distanza inferiore ai 100 m dall’esemplare avvistato, di procedere a lentissimo moto e soprattutto non sostare a lungo in prossimità dello stesso ed infine di segnalare l’evento utilizzando l’apposita applicazione, scaricabile su tutti i dispositivi mobili, denominata “PlasticFreeGC” alla “Sezione Avvistamenti”.

1 commento

  1. BUONA FORTUNA ALLA MEGATTERA, NE HA BISOGNO !

    L’Osservatorio Savonese Animalista (OSA) esprime viva preoccupazione per l’eccezionale presenza della megattera nel mar Ligure di ponente e, conscia di cosa sia per cetacei e pesci questo mare, mediterraneo compreso, le augura “Buona Fortuna !” e spera che al più presto raggiunga l’oceano Atlantico.

    OSA esprime ringraziamento alla Capitaneria di Porto di Savona per aver tempestivamente emesso un bollettino con le indicazioni alle imbarcazioni su come avvicinare l’animale e ridurre al minimo disturbo e pericoli; l’associazione ricorda il grave impatto acustico dei motori marini (il rumore è amplificato sott’acqua) in relazione al sofisticato sistema uditivo di cetacei e pesci, che subiscono danni non ancora completamente valutati dalla scienza.

    OSA ricorda che il cosiddetto Santuario dei Cetacei Pelagos, istituito con la legge 391 dell’11 ottobre 2001, non prevede alcuna tutela per la fauna marina e rimane purtroppo, non essendo in seguito stata varata alcuna noma di tutela, soltanto una sterile dichiarazione di principio. Ecco invece cosa bisognerebbe fare, e subito, per proteggere davvero i cetacei ed i pesci che tentano di vivere nel Santuario dei cetacei:

    – Costituire nuove e vaste aree marine protette dove ogni attività di pesca ed inquinante sia bandita: quelle esistenti sono francobolli (Portofino, Bergeggi, Gallinara),
    – Utilizzare i soldi destinati dall’Unione Europea al settore della pesca anche per la ricerca ed il recupero delle migliaia di chilometri di reti da pesca perdute o abbandonate sul fondo del mare, finanziare la riconversione di quelle di plastica in materiali biodegradabili, incrementando altresì i servizi a terra che permettano ai pescherecci di smaltire la plastica rimasta nelle reti a strascico,
    – Proibire l’uso delle “ferrettare”, reti lunghe fino a 2,5 chilometri, vere trappole per cetacei e pesci pelagici e vietare la pesca sportiva con attrezzi professionali, come nasse e parangali, e ridurre il pescato giornaliero permesso da cinque ad un chilo,
    – Favorire e finanziare le imprese e le iniziative che organizzano l’osservazione corretta dei cetacei, lo snorkeling, le esplorazioni subacquee ed i percorsi turistici marini,
    – Deviare il traffico marittimo dai tratti di mare in cui la ricerca ha provato essere frequentati dai cetacei,
    – Favorire la riduzione del rumore emesso dai motori delle navi.

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