HomeGenovaCronacaGenova, omicidio a Molassana, fermato il figlio della vittima

Genova, omicidio a Molassana, fermato il figlio della vittima

carabinieri autoGenova – E’ stata uccisa con una decina di coltellate Maria Marchetti, 86 anni, la donna trovata morta ieri, nella sua abitazione di via San Felice, nel quartiere di Molassana. La donna, piuttosto conosciuta nella zona per l’attività di estetista che ha gestito per anni con la sorella, prima di andare in pensione, potrebbe essere stata uccisa da figlio, Fabio Fibrini, 52 anni, da tempo seguito dai servizi sociali per alcuni disturbi psichiatrici.
L’uomo è stato trovato in casa della donna, con la quale viveva, in stato di choc e con gli abiti sporchi di sangue ed è in stato di fermo in attesa che le indagini accertino del tutto i fatti.
La morte di Maria Marchetti risalirebbe alla sera precedente la festa della donna e sarebbe iniziata nella camera dove dormiva per poi proseguire in altri ambienti dove l’assassino l’ha ripetutamente colpita con un grosso pugnale da sub.
Unico sospettato, al momento, il figlio Fabio che da tempo viveva con lei e che era in cura per problemi psichiatrici che, però, pare fossero più legati ad atti di auto lesionismo piuttosto che ad aggressini a terzi.
A fare la macabra scoperta dell’omicidio è stato l’altro figlio che non riuscendo a parlare con la madre al telefono ha deciso di andare di persona nell’abitazione trovando il massacro.
I soccorsi, chiamati immediatamente, non hanno potuto far altro che constatare il decesso di Maria Marchetti e calmare il figlio, in evidente stato confusionale.
L’uomo, ascoltato nell’immediatezza dei fatti, ha detto di non ricordare nulla ed è stato sottoposto a fermo per le indagini trovandosi da solo in casa con la vittima, sporco di sangue e senza segni evidenti di effrazione che possano far pensare ad una terza persona che possa essere entrata in casa per compiere il delitto.
Le prove effettuate sulla probabile arma del delitto e gli accertamenti della scientifica diranno se ci sono impronte di altre persone nell’abitazione.
Resta lo sconcerto per l’ennesimo omicidio e per una famiglia che nel tempo ha affrontato il progressivo aggravamento delle condizioni mentali del proprio figlio, con diversi trattamenti sanitari obbligatori e infine il delitto.
Una morte che, ancora una volta, forse poteva essere evitata.