Genova – Dopo il sequetro di abbigliamento sportivo e oggettistica con presunti marchi contraffatti del Genoa, arriva la risposta della squadra di calcio Genoa Calcio Femminile 1999 ASD che si dice stupita e avvilita per quanto successo e si dice convinta di poter dimostrare che si tratta di un “malinteso”.
“Ho fondato e inaugurato l’attiva sportiva dell’associazione – spiega Raffaele Macrì, presidente della Genoa Calcio Femminile 1999 ASD – e, da allora, utilizziamo il nostro storico marchio rosso/blu con grifone e la dicitura che ci rappresenta. Oltre ad essere regolarmente depositato in FIGC e CONI per lo svolgimento di attività sportiva agonistica, il marchio è stato pure registrato e nessuno hai mai presentato opposizione o si è lamentato di ciò, anzi”.
“Per anni – prosegue Macrì – abbiamo collaborato anche con la cessione o il prestito di tesserini delle nostre atlete in favore di Genoa CFC, oltre ad organizzare partite amichevoli tra le due squadre. La nostra realtà di calcio femminile giovanile è molto nota a Genova e, anno dopo anno, siamo diventati un punto di riferimento per le ragazze che volevano giocare a calcio. Sono molto avvilito da quello che sta accadendo. Certamente, faremo di tutto per difenderci da queste infamanti accuse e, soprattutto, per difendere ciò che in 27 anni di attività abbiamo costruito e fatto crescere con i sacrifici di ogni giorno. Abbiamo attività in essere e campionati da portare a termine con le nostre squadre giovanili, rimarremo focalizzati sui nostri obiettivi”.
A difendere la Genoa Calcio Femminile 1999 ASD è l’avvocata Rachele De Stefanis che, conosce bene la realtà della società sportiva, avendo giocato diversi anni con la loro maglia.
“Sono molto stupita da quanto sta accadendo – spiega l’avvocata – Sono certa che, in breve tempo, potremo dimostrare l’infondatezza di tali accuse, in quanto il nome ed il marchio del Genoa Femminile 1999 è noto a tutti, soprattutto, è noto il fatto che sia una realtà diversa e distinta da quella del Genoa Spa. La ASD è sempre stata molto attenta sia nell’utilizzo di segni distintivi che nella promozione delle attività senza mai dare adito a dubbi o commistioni”.























