
Genova – Si infiamma lo scontro, fatto a suon di dichiarazioni sui Media, tra Comune e Regione Liguria sulla vicenda legata al Festival dei Balletti di Nervi.
Dopo le accuse della Regione Liguria, giunte con le dichiarazioni dell’assessore regionale Simona Ferro sulla presunta ritrosia del Comune a confermare l’appuntamento internazionale, arriva la risposta dell’assessore comunale alla Cultura, Giacomo Montanari.
«Il 30 marzo scorso si è tenuta l’assemblea dei soci della Fondazione Lirico Sinfonica Carlo Felice, al quale ero presente. In quella riunione i soci – Regione Liguria, Comune di Genova e IREN – hanno dato parere favorevole all’unanimità a un bilancio preventivo che non comprendeva il milione e duecentomila euro necessari per una eventuale edizione 2026 dei Balletti di Nervi. Contestualmente il presidente di Regione Liguria Marco Bucci, a fronte degli sbilanci segnalati dal Collegio dei revisori e dal sovrintendente Galli sul consuntivo 2025 causati anche e soprattutto dal mancato stanziamento regionale per l’edizione di Nervi 2025, prendeva l’impegno di emanare una legge speciale atta a far valere risorse economiche del 2026, nella misura di 1 milione di euro, sul bilancio 2025. La misura della legge, annunciata nelle scorse ore, era necessaria perché ci si riferiva a una diversa annualità da quella corrente, come puntualizzato in quella sede dal Collegio dei revisori». A dirlo, rispondendo alla nota della vicepresidente regionale Simona Ferro, è l’assessore alla Cultura del Comune di Genova Giacomo Montanari.
«Sono stupefatto, pertanto, che la vicepresidente oggi venga a sostenere che quelle risorse siano dedicate ai Balletti del 2026: non solo smentisce il proprio presidente relativamente a un impegno precisato e verbalizzato in sede istituzionale, ma annuncia anche qualcosa che difficilmente potrà essere fatto. Le risorse allocate con la legge speciale saranno a valere, come detto, sul 2025: se fossero state dedicate al 2026 sarebbe stato sufficiente uno stanziamento straordinario in parte corrente. Delle due l’una: o la vicepresidente non concorda con l’intenzione del presidente Bucci e con l’impiego di questo strumento normativo, oppure parliamo solo di pressing politico. Un pressing, però, molto poco adeguato al momento: chiedere alla Fondazione di impegnare ulteriori 1,2 mln – che il bilancio approvato da soci e Consiglio di Indirizzo non prevede – per una manifestazione che già lo scorso anno ha causato un rosso di 800mila euro appare davvero spregiudicato e poco responsabile. Il milione di euro che la legge speciale farà arrivare, quando sarà votata, al Carlo Felice, è l’impegno di un socio per sostenere la Fondazione. Ricordo che il Comune ha già versato 300mila euro straordinari che integrerà con altri 700mila. Fare la ‘propria parte’ per Nervi 2026 significherebbe per la Regione aggiungere alla cifra proposta, ma in parte corrente su questo anno, almeno 600mila euro di straordinario. Denari che non mi pare siano in discussione al momento», ha concluso l’assessore.

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