HomeGenovaCronacaVespa killer velutina, a Genova emergenza anticipata

Vespa killer velutina, a Genova emergenza anticipata

vespa velutinaGenova – Trovato a Pegli, in largo anticipo rispetto ai ritrovamenti dell’anno passato, il primo nido di vespa velutina, il cosiddetto “calabrone asiatico” per la sua origine orientale.
Torna a scattare l’allerta per l’invasione del calabrone asiatico, pericoloso per le api, di cui si nutre e di cui fa strage, ma anche per le persone, considerando la sua aggressività.
Il ritrovamento, sulle alture del quartiere del ponente genovese, riguarda un nido “primario” costruito sul poggiolo di un palazzo.
Il calabrone asiatico costruisce infatti una prima colonia di dimensioni ridotte, poco più grande di una palla da tennis, nella quale la Regina, appena risvegliata dal letargo invernale, depone le prime uova e alleva le prime operaie che la aiuteranno poi a costruire il nido secondondario, dove nasceranno migliaia di vespe con l’avanzare della bella stagione.
L’allarme è stato dato dai proprietari di casa che, dimostrando senso civico e attenzione per il problema, hanno segnalato il curioso ritrovamento alle autorità competenti e alle associazioni degli apicoltori, facendo scattare gli interventi di verifica e studio e il successivo abbattimento.
Un ritrovamento che torna ad allarmare per la diffusione della vespa velutina che, da ormai diverso tempo e senza una vera campagna di contrasto, ha conquistato e colonizzato l’intera Liguria e ora avanza verso le regioni vicine creando danni enormi all’apicoltura, alla biodiversità e costituendo ormai un pericolo anche per le persone visto che una sola puntura dell’insetto può causare uno choc anafilattico dall’esito mortale per le persone allergiche, in particolare nei bambini.
Lo scorso anno sono stati una decina i nidi segnalati nell’area urbana di Genova, diverse decine in provincia e centinaia in tutta la regione, conquistata dalla velutina chilometro dopo chilometro senza incontrare una reale ed efficacia campagna di contrasto dopo il 2017 quando è terminato il finanziamento del progetto europeo Stop Velutina e il compito di combattere l’avanzata dell’insetto è passata a Regione Liguria che – secondo la denuncia delle associazioni degli apicoltori, stanzia fondi insufficienti e non mette in campo il personale necessario ad affrontare con efficacia l’emergenza in atto.
Il “compito” di studiare, mappare e distruggere i nidi è stato affidato all’ente parco naturale delle alpi liguri, nell’imperiese, con una dotazione economica che – sempre secondo le associazioni del settore apicoltura – sono assolutamente insufficienti e non consentono di contenere l’avanzata ed il radicamento dell’insetto.
Un problema che, come detto, non riguarda solo gli apicoltori, di cui decima gli allevamenti, ma anche delle persone che vivono nelle aree dove sono costruiti i nidi ma anche gli agricoltori visto che in Francia, dove il fenomeno è conosciuto da oltre un decennio, si contano i danni degli insetti anche alle coltivazioni di frutta ed in particolare di uva visto l’interesse delle vespe velutine per il contenuto zuccherino.
Danni che, in assenza di una reale campagna di contrasto, diventeranno sempre più grandi e incisivi sull’economia della Liguria.
vespa velutina nido primario genova pegli aprile 2026
Come si può aiutare la lotta alla Vespa velutina?
In primo luogo si può segnalare la sua presenza attraverso i canali ufficiali e sulla pagina social Vespa velutina a Genova e Provincia
In queste giornate di caldo primaverile, poi, è possibile iniziare la prima vera battaglia contro la diffusione dell’insetto, attraverso il “trappolaggio” ovvero l’installazione in giardini, terreni, terrazzi e persino sulle finestre di casa, di bottiglie di plastica (come quelle dell’acqua), in cui vengono praticati dei fori, grandi quanto un dito, e riempite con una lattina di birra e un cucchiaio di zucchero.

Le bottiglie possono essere colorate con qualcosa di colore giallo per aumentare la visibilità ed esposte possibilmente con una esposizione al sole.
Nei giardini e nei terreni si possono appendere ai rami di alberi e arbusti, ad una altezza di 150 – 170 centimetri
Molto importante non aggiungere troppo zucchero per non attirare anche le api che morirebbero inutilmente.
Ogni 10 giorni occorre svuotare la trappola osservando il contenuto e, nel caso di ritrovamenti – anche sospetti – sarebbe opportuno scattare delle immagini da pubblicare sulla pagina Vespa velutina a Genova e Provincia o da inviare all’indirizzo email [email protected]
attendendo una risposta per la identificazione.
Una volta accertato che si tratta di una vespa velutina si può comunicare il ritrovamento/cattura alla email [email protected] collegato all’ente preposto da Regione Liguria alla lotta al calabrone asiatico. Il Parco delle Alpi Liguri, con sede a Imperia, si avvale di volontari rimborsati circa 50 euro a nido abbattuto e non interviene, per quanto a conoscenza della Redazione – per la segnalazione di esemplari singoli.
Vi è però una mappatura dei ritrovamenti per scopi al momento di solo studio, con l’Università di Torino. Curiosamente quella di Genova non è coinvolta al momento, pur disponendo di ottimi e preparati studiosi ed avendo nel capoluogo ligure una delle collezioni entomologiche più conosciute ed apprezzate d’Italia, al Museo di Storia Naturale di Genova.
Scoprire e distruggere i “nidi primari”
Altra fase molto importante della caccia alla Vespa velutina è la scoperta e segnalazione dei cosiddetti “nidi primari” ovvero i primi nuclei dei mega nidi che arriveranno invece con la bella stagione estiva. Le regine feconde di calabrone asiatico iniziano a costruire piccoli nidi di materiale simile al cartone. Grandi poco più di una pallina da tennis, conterranno le prime uova e larve da cui nasceranno le prime operaie.
Questi primi nidi vengono spesso rinvenuti vicino a strutture “umane” come garage, box, ripari per gli attrezzi o anche sotto tettoie o poggioli.
Se si avvista un nido occorre segnalarlo come per gli esemplari catturati (vedi sopra)
Qui l’elenco dei nidi trovati “in città” a Genova nel 2025
Qui l’elenco dei nidi trovati “in città” a Genova nel 2024
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