Genova – Una “nuvola” di api e poi lo sciame che lentamente si posa sugli alberi dei giardini di piazza Duca degli Abruzzi, nel cuore del quartiere di Nervi.
Momenti di comprensibile apprensione, questo pomeriggio, per l’arrivo, nella piazza del quartiere del levante genovese, di uno sciame di api.
Un fenomeno del tutto naturale ma che, se avviene in luoghi abitati o frequentati da molte persone, può rappresentare un momento delicato che va affrontato nel modo corretto.
Intanto non bisogna aver paura ma, piuttosto, precauzione.
Le api che sciamano, di solito, non costituiscono un pericolo a meno che non vengano disturbate o che si tenti di aggredirle o scacciarle in qualche modo.
La “sciamatura” infatti, è un processo naturale con il quale le Api si moltiplicano e avviene ogni anno, quando nell’alveare, nasce una nuova regina.
La vecchia regnante abbandona il nido con una parte delle operaie più fedeli e cerca un posto idoneo a fondare una nuova colonia e lascia alla figlia il compito di prendersi cura del suo “regno”.
Questo permette una colonizzazione del territorio e la diffusione delle api su tutto il Pianeta, ormai da milioni di anni.
Gli sciami non vanno assolutamente uccisi. Per prima cosa perché si tratta di insetti importantissimi per l’impollinazione delle piante e si calcola che, se sparissero, perderemmo circa il 70% delle cose che mangiamo, in secondo luogo perché lo “sciame” è giuridicamente una proprietà dell’apicoltore da cui sono partite.
Si tratta di uno dei pochissimi casi nei quali la Legge permette al proprietario (l’apicoltore) di violare la proprietà privata altrui per “inseguire” e catturare le sue api.
Nella maggior parte dei casi, ovviamente, non avviene nessuna violazione ma, legalmente, non si può impedire all’apicoltore di entrare in un terreno se questo significa poter ritornare in possesso del proprio “sciame” che ha un valore economico.
Cosa fare se si avvista uno sciame di api?
Se si avvista uno sciame o se si ha l’avventura di trovarne uno nel proprio giardino o nella propria proprietà, occorre mantenere la calma e ricordare che, di solito, le api che sciamano non pungono poiché, prima di partire, fanno il pieno di miele e sono affaticate e cercano solo un posto tranquillo dove riposare e ripartire o per fondare un nido.
La cosa migliore è rivolgersi all’apicoltore che si trova nella zona (se lo si conosce).
Nella zona di Genova si possono contattare gli Amici delle Api sulla loro pagina Facebook o via email scrivendo ad [email protected]
In genere, tutte le associazioni degli apicoltori hanno iscritti che, volontariamente intervengono per il recupero delle api (non vespe) e, nel caso, vale la pena contattare anche loro (AlpaMiele – Apiliguria)
Si possono anche contattare i vigili del fuoco (che non intervengono direttamente) ma conoscono i numeri telefonici delle “chat” di apicoltori volontari che prestano la loro opera per recuperare gli sciami gratuitamente.
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