HomeGenovaCronacaProcesso Ponte Morandi, oggi la deposizione di Castellucci, ex AD di Autostrade

Processo Ponte Morandi, oggi la deposizione di Castellucci, ex AD di Autostrade

Giovanni CastellucciGenova – Si è collegato in video conferenza dal carcere di Opera, a Milano, dove sta scontando una pena a 6 anni di reclusione per la tragedia del pullman di Avellino, Giovanni Castellucci, ex amministratore delegato di Atlantia e di Autostrade, tra le figure di spicco del processo per il tragico crollo del ponte Morandi, nell’agosto del 2018, che causò la morte di 43 persone.
La sua era la deposizione più attesa sia per l’accusa che per la difesa ma, soprattutto, per i familiari delle vittime del Ponte che attendono giustizia da quel giorno.
La sua deposizione – diffusa anche con un comunicato stampa inviato ai Media, Castellucci ha ricordato il suo ruolo di AD di un gruppo globale leader nel settore delle infrastrutture
(Atlantia ora Mundys) ed ha evidenziato come la teoria, ampiamente utilizzata dalla Procura, circa pretesi utili e dividendi eccessivi grazie al risparmio delle manutenzioni sarebbe contraria ai fatti riscontrabili.
“Mi hanno accusato di ricercare dividendi sempre maggiori – ha dichiarato Castellucci nella sua deposizione – una cosa ingiusta che non è solo per me, ma anche per tutti quelli che mi stavano intorno. Il piano economico finanziario allegato alla convenzione stipulata tra il MIT e ASPI “nuova gestione” nel 2022 prevedeva dividendi più elevati rispetto a quelli conseguiti sotto la mia gestione o non era nell’interesse degli azionisti l’ho già detto ma è troppo utile ripeterlo, avere più dividendi, a maggior ragione avere più dividendi a scapito di qualcos’altro. Anche Spea ha sempre avuto tutte le risorse per poter operare al meglio ed assicurare, attraverso il contratto di sorveglianza delle opere, la sicurezza della rete.
Inoltre Castellucci ha ripercorso le motivazioni per le quali, nonostante tutte le indicazioni dei monitoraggi dessero risultati totalmente tranquillizzanti, avrebbe suggerito di pianificare comunque il progetto di retrofitting, che alla data del crollo era già stato deliberato e pianificato
Inoltre l’ex AD di Atlantia ha portato tutti gli elementi di conoscenza che dimostrerebbero “la costante attenzione da parte sua, alla sicurezza che ha portato la rete di Aspi a miglioramenti della sicurezza della circolazione (bilancio della Consulta) i cui effetti grazie al lavoro decennale si misuravano in centinaia di vittime sulla strada in meno ogni anno
o è un’accusa ancora più ingiusta, quella di essermi disinteressato dell’attività sociale
di questa azienda. Essermi preoccupato delle attività internazionali invece di aver fatto quello che avrei dovuto fare. La sicurezza della circolazione è giustamente in primo piano e il mio indirizzo è sempre stato quello di cercare di fare tutto e al meglio”.
In collegamento dal carcere di Opera, Castellucci ha portato tutti gli elementi che dimostrerebbero che la pretesa di un approccio meramentecfinanziario da parte sua sarebbe “smentita da fatti concreti che anzi lo ponevano come il tutore del valore di lungo termine di Atlantia e di Aspi e della sicurezza e qualità del servizio delle autostrade e degli aeroporti”.
Inoltre, durante la sua deposizione difensiva, Castellucci ha concluso affermando che: la coscienza di aver fatto quanto consideravo giusto è un tema mio personale, ma non attenua in nessun modo il peso della tragedia. Questa tragica perdita di vite e il dolore familiare, ma penso che il dolore sia un dolore che abbia accomunato tutta una collettività, bastava essere genovesi, ligure, italiano per sentire questo dolore. Io l’ho sempre sentito particolarmente, come è giusto che sia, sulle mie spalle”.