HomeGenovaCronacaRagazza uccisa in Svezia, sconto di pena per Aldobrandi

Ragazza uccisa in Svezia, sconto di pena per Aldobrandi

palazzo di Giustizia Tribunale GenovaSanremo (Imperia) – Sconto di pena per Salvatore Aldobrandi, l’ex pizzaiolo residente nella città dei Fiori e accusato già nel 1995, in Svezia, dell’omicidio e della sparizione del cadavere della compagna dell’epoca, Sargonia Danka, 21 anni.
La Corte d’Assise d’Appello di Genova ha infatti deciso di modificare la condanna iniziale riducendola a 14 anni con il riconoscimento delle attenuanti generiche.
Aldobrandi, 75 anni, è stato comunque riconosciuto colpevole dell’omicidio della ragazza, e la condanna chiude, almeno per ore, la battaglia legale della famiglia della giovane che già nel 1995 aveva denunciato l’uomo portando gravi indizi di colpevolezza ma per la Giustizia svedese, in assenza del ritrovamento del cadavere e di prove certe della morte della ragazza, il processo non potè essere celebrato.
L’uomo, all’epoca, viveva in Svezia e lavorava in un ristorante. Sebbene più grande frequentava la ragazza e i due si erano findanzati. Un rapporto che, però, si è poi degenerato e che, secondo le testimonianze delle amiche della giovane, si era fatto anche violento.
Il 13 novembre del 1995 Sargonia Danka scompare nel nulla e non viene più ritrovata. I familiari denunciano la scomparsa e indicano il nome del compagno come principale sospettato ma l’uomo esce dalle indagini nel momento in cui non si trova il cadavere e  non si può essere certi che la ragazza sia morta.
Mentre la famiglia di Sargonia continua a dirsi certa della colpevolezza dell’uomo, Aldobrandi torna in Italia e si trasferisce a Sanremo dove lavora come pizzaiolo sino alla riapertura del caso, grazie alla Giustizia italiana cui la famiglia si rivolge.
Vengono trovati e ascoltati testimoni che forniscono elementi importanti e che portano al processo e poi alla condanna per omicidio.
Ora la Corte di Appello ha ridotto la pena a 14 anni di reclusione ed è probabile che la famiglia della vittima faccia in qualche modo un nuovo appello per chiedere che il colpevole sconti il massimo della pena.