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Genova, sciame di api sulla facciata dell’asilo d’infanzia Santa Elisabetta di Murta

sciame api asilo santa elisabetta murta genovaGenova – Ancora emergenza sciami di api ed ancora apicoltori volontari chiamati ad intervenire per “catturare” e portare al sicuro gli importantissimi insetti impollinatori.
Un grosso sciame di api è arrivato questa mattina sulla facciata dell’asilo d’infanzia Santa Elisabetta a Murta in Val Polcevera, suscitando il comprensibile timore del personale e dei genitori dei piccoli utenti.
Subito sono partite le chiamate ai vari centralini di emergenza ma, a Genova, non esiste un  servizio “dedicato” e tutto si regge sulle spalle degli apicoltori volontari che si mettono a disposizione della collettività per questo genere di interventi.
I vigili del Fuoco non intervengono più, a seguito di una “circolare” e nessun ente pubblico è preposto a questo tipo di emergenze.
Sopperiscono – finchè possono e riescono, essendo volontari – gli apicoltori di alcune associazioni.
Le api sono arrivate formando una vera e propria nuvola composta da operaie che seguono la Regina per proteggerla e scortarla nel nuovo nido.
Il fenomeno è assolutamente naturale ed avviene – da milioni di anni – con la bella stagione, quando nasce una nuova Regina nell’alveare.
La vecchia “padrona di casa” lascia la colonia con un manipolo di operaie, circa la metà della popolazione dell’alveare, e cerca un nuovo posto dove fondare una nuova colonia.
E’ il “metodo” scelto dalla Natura per riprodurre e propagare le api, importantissimi insetti impollinatori sempre più rari in Natura ed ormai presenti quasi esclusivamente negli apiari degli apicoltori e in rarissime famiglie che vivono allo stato naturale ma per brevi periodi vista la gravità delle infestazioni di parassiti, l’inquinamento e la cementificazione dei luoghi naturali.
Non c’è da temere quando si trova uno sciame di api
In genere gli sciami ritrovati su alberi, grondaie, finestre o terrazzi sono “di passaggio” ovvero hanno lasciato l’alveare e si stanno spostando. Potrebbero restare in loco per qualche ora come per qualche giorni (tempo permettendo) ma poi ripartono e se ne vanno.
A volte, però, trovano un luogo adatto a fermarsi più a lungo e a costruire un nido. In questo caso “spostarle” risulterà più difficile ed è per questo che gli apicoltori invitano a segnalare al più presto possibile la presenza dello sciame.
Se le api restano “a vista” si riescono a prelevare facilmente ma se penetrano detro muri, buchi o condotte, potrebbe essere necessario rompere muri per raggiungerle e in questo caso l’intervento potrebbe essere “a carico” di chi le ha nella sua proprietà.
Gli Amici delle Api, associazione che si occupa di difendere le api e sensibilizzare alle tematiche ambientali, ricordano che, in presenza di uno sciame, non bisogna aver paura ma, piuttosto, usare precauzione nei movimenti e, potendo, isolando la zona dove sono presenti gli insetti.
Le api che sciamano, di solito, non costituiscono un pericolo a meno che non vengano disturbate o se si tenta di aggredirle o scacciarle in qualche modo.
La “sciamatura” è un processo naturale con il quale le Api si moltiplicano e avviene ogni anno, quando nell’alveare, nasce una nuova regina.
La vecchia regnante abbandona il nido con una parte delle operaie più fedeli e cerca un posto idoneo a fondare una nuova colonia e lascia alla figlia il compito di prendersi cura del suo “regno”.
Questo permette una colonizzazione del territorio e la diffusione delle api su tutto il Pianeta, ormai da milioni di anni.
Gli sciami non vanno assolutamente uccisi. Per prima cosa perché si tratta di insetti importantissimi per l’impollinazione delle piante e si calcola che, se sparissero, perderemmo circa il 70% delle cose che mangiamo, in secondo luogo perché lo “sciame” è giuridicamente una proprietà dell’apicoltore da cui sono partite.
Si tratta di uno dei pochissimi casi in cui la Legge consente la possibilità di “inseguire” gli insetti anche violando la proprietà privata altrui.
Ma cosa fare se si avvista uno sciame di api?
Se si avvista uno sciame o se si ha l’avventura di trovarne uno nel proprio giardino o nella propria proprietà, occorre mantenere la calma e ricordare che, di solito, le api che sciamano non pungono poiché, prima di partire, fanno il pieno di miele e sono affaticate e cercano solo un posto tranquillo dove riposare e ripartire o per fondare un nuovo nido.
Se le api si trovano in un luogo aperto al pubblico, sarebbe bene segnalare la loro presenza ai passanti e “isolare” la zona per evitare che qualche curioso si avvicini troppo.
La cosa migliore è poi rivolgersi all’apicoltore che si trova nella zona (se lo si conosce). Nella zona di Genova si possono contattare gli Amici delle Api sulla loro pagina Facebook https://www.facebook.com/groups/amicidelleapi, pubblicando foto e video dello sciame e inviando un messaggio con un recapito per il contatto.
Si può contattare il Gruppo anche via email scrivendo ad [email protected]
In genere, tutte le associazioni degli apicoltori hanno iscritti che, volontariamente intervengono per il recupero delle api (non le vespe) e, nel caso, vale la pena contattare anche loro (AlpaMiele – Apiliguria)
Oppure si possono contattare i vigili del fuoco (che però non intervengono direttamente) ma conoscono i numeri telefonici delle “chat” di apicoltori volontari che prestano la loro opera per recuperare gli sciami gratuitamente.
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