Genova – E’ atteso per oggi, alle Maldive, l’arrivo del team specializzato in ricerca e recupero a grandi prfondità inviato dall’Europa per ritrovare e recuperare i 4 corpi mancanti del gruppo di subacquei italiani morti nelle acque dell’isola di Alimathaa. Ieri le ricerche sono state nuovamente sospese per i limiti tecnici dei team maldiviani e dopo la morte, probabilmente per embolia, di uno dei soccorritori.
La squadra specializzata è stata autorizzata ad operare e inizierà le ricerche con speciali attrezzature e, molto probabilmente, con l’uso di droni sottomarini teleguidati e capaci di immersioni a grandi profondità e per lunghi periodi di tempo.
L’unico corpo recuperato sino ad ora sarebbe quello di Gianluca Benedetti poichè si trovava all’esterno della cavità in cui, presumibilmente, sarebbe avvenuta la tragedia ad una profondità ben superiore ai 30 metri previsti dalle autorità maldiviane come limite insuperabile per le immersioni ricreative. Motivo per il quale sarebbe stata sospesa la licenza per l’imbarcazione Duke of York noleggiata da una nota compagnia italian di viaggi organizzati proprio alla scoperta dei fondali delle Maldive.
Una specifica inchiesta sarebbe stata aperta dal Governo maldiviano su quanto avvenuto e proprio in seguito alla scoperta dell’immersione oltre tale limito e per la quale sarebbero state necessarie specifiche autorizzazioni di cui si cerca traccia nella documentazione di bordo.
Ormai nessuna speranza di trovare ancora in vita la genovese Monica Montefalcone, professoressa associata di Ecologia all’Università di Genova, la figlia Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino, biologa marina e assegnista di ricerca sempre a Genova, Gianluca Benedetti, istruttore subacqueo, e Federico Gualtieri, sub e laureato in biologia marina. I cinque sarebbero entrati in una o più cavità collegate arrivando a 50 metri e più.
Molti gli scenari al vaglio dell’inchiesta aperta dalla Procura di Roma per accertare cosa è realmente successo nelle acque dell’isola di Alimathaa, nell’atollo di Vaavu, paradiso delle subacque e conosciuto proprio per le profonde “spaccature” e canyon subacquei in cui correnti e conformazione del fondale attirano grandi quantità di pesce e dove cresce una quantità di organismi che ha pochi paragoni nel resto del pianeta.
Resta da capire come mai i sub, tutti esperti e con migliaia di immersioni all’attivo, siano tutti morti ed abbiano superato la profondità limite indicata dalle normative maldiviane per le immersioni ricreative, ovvero quelle non specialistiche per le quali risulterebbero necessarie specifiche autorizzazioni.
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