Genova – Il percorso partecipativo sul progetto della cabinovia in Valbisagno si sta per concludere e il Comitato Valbisagno sostenibile torna a “fare i conti” con la necessità di far tornare l’iposesi della realizzazione di una tramvia. Lo fa analizzando quanto emerso nel corso degli ultimi incontri, tecnici e partecipativi.
“Il 28 Marzo, la Sindaca Salis ha presentato in conferenza stampa lo studio del Politecnico di Milano che indicava la cabinovia come l’unica soluzione per migliorare la mobilità in Val Bisagno – spiega il Comitato – Questa presentazione era accompagnata con l’indicazione di un percorso di discussione a riguardo, che sta per arrivare ad uno snodo dirimente. Infatti, dopo che il mese di aprile è stato dedicato agli approfondimenti interni alla maggioranza che guida Palazzo Tursi (riunione avvenuta il 29), durante il mese di maggio si sono tenuti due incontri tra i rappresentati della cosiddetta “società civile”, ossia Comitati e Associazioni, con lo staff del Prof. Coppola per approfondire il dettaglio tecnico dello Studio.
Fin dal primo incontro, avvenuto lunedì 11, si è potuto osservare che gli esiti dello studio, rispetto la cabinovia, sarebbero stati molto deboli; infatti è stato chiaramente scritto che l’apporto al miglioramento del traffico sarebbe stato trascurabile perché la cabinovia avrebbe comportato un incremento molto modesto dell’uso del trasporto pubblico: l’1,4%! Praticamente niente!”.
“È stato anche appurato – prosegue il comitato – che con una tramvia le risultanze di velocità degli spostamenti sarebbero stati pressoché sovrapponibili, con il tram che avrebbe comportato una differenza di soli 3 minuti in più. Nel secondo incontro, avvenuto mercoledì 27, si è potuto appurare che gli impatti derivanti dalla cabinovia erano decisamente significativi; sia per il “disturbo” visivo di cabine che ogni 15 secondi avrebbero transitato – più o meno – davanti alle finestre sia rispetto all’ingombro delle stazioni (da segnalare il tentativo di far passare questi ulteriori volumi sul territorio come elementi di eccelsa riqualificazione urbana). È stato anche appurato che non è stata compiuta alcuna verifica rispetto alla fattibilità concreta dell’opera. Infatti, nonostante la montagna di documenti disponibili, nessuno dello staff deve essersi posto il problema se i piloni delle cabinovia sarebbero effettivamente posizionabili o meno. In effetti, in almeno tre punti (Firpo, Garassini, scolmatore), abbiamo fatto notare che ciò non sarebbe stato possibile: uno skymetro bis!”.
Sempre secondo il Comitato sarebbe in programma un terzo incontro (sugli effetti del vento) ma, “in considerazione della pochissima utilità, dei certi e non trascurabili impatti, dei fortissimi dubbi circa la realizzabilità, entrare in ulteriori dettagli tecnici ci sembra solo un perdita di tempo”.
Il Comitato crede possibile già adesso una conclusione: la parola, ora, passi alla Politica.
Nel mese di maggio, infatti, la discussione è arrivata anche all’interno del Consiglio Comunale e, secondo il comitato u*Una prima seduta dell’apposita Commissione si è svolta giovedì 14, dove il Prof. Coppola ha esposto il suo studio e dove Comitati e Associazioni hanno portato le loro considerazioni in qualità di “auditi”. In questa prima occasione nessun consigliere ha avuto modo di proferir parola nel merito ma è prevista una seconda seduta per mercoledì prossimo 3 giugno. Auspichiamo che questa seconda seduta di Commissione si chiuda recependo le parole pronunciate dalla sindaca nelle sue interviste ai media:
“abbiamo chiesto al Politecnico uno studio sui numeri della mobilità in vallata” “fare un’analisi di tutto ciò che era possibile realizzare”
“non vuol dire che è perfetto (l’esito dello studio che porta alla cabinovia, n.d.r.) e che partiamo coi cantieri….possono avere senso altre soluzioni”
“si può partire con un percorso partecipato vero: non sulla funivia ma su cosa si può fare di migliorativo”
“si parte con lo studio realizzato dal Politecnico….usando dati di AMT”.
Ci aspettiamo che tutto il Consiglio voti un impegno alla Giunta per allestire un “VERO percorso partecipato” riprendendo quanto fatto con il Percorso di Partecipazione” del 2011.
Evidenziamo che i dati presenti nello studio portano ad indicare la tranvia quale ottimale azione di miglioramento in vallata come logica evoluzione del progetto degli Assi di Forza, che lo stesso studio descrive come poco performante.
Segnaliamo come questo studio non sia stato un spreco di soldi perché è il primo serio sulla mobilità in vallata ed ha permesso di poter affermare tre cose:
lo skymetro non era giustificabile (quello sì, sarebbe stato uno spreco di soldi)
l’asse di forza non comporta un significativo miglioramento del trasporto pubblico
il tram trova la sua definitiva legittimazione (come ampiamente prevedibile)
Ci sembra un buon punto di partenza per il Percorso di Partecipazione che auspichiamo parta dal prossimo Settembre”.






















