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Il Leudo saluta Genova dopo la tappa dedicata a ambiente e innovazione

leudo racconta tappa genovaGenova – Tre giorni dedicate a mare, sostenibilità e cooperazione transfrontaliera al Genova Blue District e al Porto Antico. Si è conclusa a Genova la terza tappa dell’evento itinerante “Il Leudo racconta”, il viaggio promosso nell’ambito del progetto NEPTUNE EVOLUTION e cofinanziato dal Programma Interreg Italia Francia Marittimo 2021–2027, che dal 3 al 5 giugno ha animato il Genova Blue District e l’area del Porto Antico con incontri, workshop, attività divulgative e momenti dedicati ai progetti europei legati al mare e alla sostenibilità.
Dopo la giornata inaugurale del 3 giugno dedicata ai saluti istituzionali, alla governance
ambientale e alla presentazione del progetto NEPTUNE EVOLUTION, le giornate del 4 e 5
giugno hanno approfondito temi legati all’innovazione tecnologica, alla sicurezza della
navigazione, alla biodiversità marina e alla sostenibilità ambientale delle aree costiere e
portuali.
Innovazione e sicurezza della navigazione il 4 giugno al Blue District La giornata del 4 giugno al Genova Blue District si è aperta con una serie di incontri dedicati all’innovazione tecnologica applicata al mare, alla sicurezza della navigazione e alla tutela dell’ambiente marino nell’ambito dei progetti Interreg Italia Francia Marittimo.
Nel corso della mattinata sono stati presentati diversi progetti dedicati al monitoraggio
ambientale, alla gestione sostenibile delle attività marittime e allo sviluppo di strumenti
innovativi per la sicurezza in mare.
Particolare attenzione è stata dedicata ai progetti JASON, FAbiS, SICOMAR Plus e SEAsteMAR, accomunati dall’obiettivo di sviluppare nuove strategie condivise tra Italia e
Francia per affrontare le sfide della navigazione, della sostenibilità e della protezione
dell’ecosistema marino.
Il progetto JASON affronta i temi della sicurezza marittimo-portuale guardando agli scenari
del 2050, con approfondimenti dedicati ai carburanti alternativi, alle navi autonome e alla
cybersecurity applicata ai porti e alla navigazione.
Nel corso della mattinata è stato presentato anche il progetto FAbiS. Come spiegato da
Indiveri: “Il progetto, sviluppato all’interno del programma Interreg Italia–Francia Marittimo, è ufficialmente operativo dal febbraio 2025. L’iniziativa punta a supportare i settori subacquei scientifici e industriali attraverso un’analisi dei fabbisogni nei territori coinvolti, tra Toscana, Liguria, Sardegna, Corsica e Sud della Francia, includendo anche attività pilota basate su tecnologie robotiche avanzate”.
Ampio spazio è stato dedicato inoltre al progetto SEAsteMAR, presentato da Francesca
Giannoni, responsabile del Centro Meteorologico di Regione Liguria e referente del progetto.
L’iniziativa affronta il tema della sicurezza della navigazione attraverso attività di
monitoraggio, prevenzione dei rischi e sviluppo di strumenti innovativi dedicati al mare e alla tutela dell’ambiente marino.

“In questo progetto affrontiamo il tema della sicurezza della navigazione perché il nord del
Mediterraneo, nel tratto di mare prospiciente Liguria, Corsica, Francia, Toscana e Sardegna,
rappresenta una zona caratterizzata da un traffico marittimo molto intenso che coincide però anche con il Santuario dei Cetacei”, ha spiegato Francesca Giannoni. “Parliamo quindi di un’area abitata da grandi mammiferi marini che devono convivere quotidianamente con il passaggio continuo delle imbarcazioni. Le collisioni rappresentano infatti una delle principali cause di rischio per questi animali e il progetto nasce proprio con l’obiettivo di migliorare la sicurezza della navigazione e allo stesso tempo la tutela dell’ecosistema marino”.
“SEAsteMAR nasce inoltre come prosecuzione e capitalizzazione di precedenti esperienze
europee dedicate alla sicurezza marittima”, ha proseguito Giannoni. “Partendo dai risultati
ottenuti nei progetti precedenti, il lavoro attuale integra nuove tecnologie e strumentazioni
innovative per il monitoraggio ambientale e la prevenzione dei rischi in mare”.
Tra i risultati attesi figurano la mappatura delle aree a maggiore rischio di collisione tra
cetacei e imbarcazioni, la verifica della modellistica meteorologica attraverso strumenti
innovativi come accelerometri e sistemi alternativi di rilevazione dello stato del mare e
l’implementazione di sistemi di allerta in tempo reale per avvisare i naviganti della presenza dei mammiferi marini, grazie anche alla collaborazione con la Capitaneria di Porto.
“L’obiettivo finale è sviluppare strumenti operativi condivisi e sistemi di allerta in tempo reale capaci di rendere la navigazione più sicura e consapevole in un’area marittima sempre più esposta agli effetti dei cambiamenti climatici e alla crescente complessità dei fenomeni
meteo-marini”, ha concluso Francesca Giannoni.
Nel corso della mattinata spazio anche al progetto EdA-Z, dedicato al turismo esperienziale
e alle attività outdoor rivolte alle nuove generazioni.
“Per Regione Liguria questa esperienza è stata educativa e avvincente perché rivolge le
proprie iniziative alla Generazione Z, con l’obiettivo di stimolare i giovani a praticare attività
sportiva nella natura e a scoprire il territorio regionale”, ha spiegato Cecilia Cuneo, dirigente del Servizio Sport e Tempo Libero di Regione Liguria.
Tra le azioni pilota sviluppate figurano la piscina galleggiante presso l’Isola Gallinara dedicata agli sport acquatici e il bando regionale rivolto ai Comuni liguri per progetti sportivi outdoor dedicati ai giovani. I Comuni vincitori di Pietra Ligure e Sarzana realizzeranno entro il 2026 attività gratuite legate allo sport e all’avventura nella natura.
Energia e sostenibilità urbana nel pomeriggio al Porto Antico Nel pomeriggio il Genova Blue District ha ospitato l’evento finale del progetto Interreg Euro- Med EnerCMed, coordinato dall’Università degli Studi di Genova e dedicato ai temi della transizione energetica e delle Comunità Energetiche Rinnovabili nelle città mediterranee.
Durante l’incontro sono stati presentati anche alcuni interventi sviluppati nel quartiere di
Cornigliano, tra cui l’impianto fotovoltaico installato sulla Scuola Primaria Domenico Ferrero
e il nuovo orto didattico “Maniman”, esempi concreti di sostenibilità urbana e partecipazione
territoriale.

Parallelamente, nell’area del Porto Antico, cittadini e visitatori hanno potuto partecipare ai
tour del porto di Genova a bordo del Leudo “Zigoela”, vivendo un’esperienza immersiva tra
cultura marinara, storia del Mediterraneo e racconto contemporaneo del mare attraverso il
progetto “Il Leudo racconta”.
Il 5 giugno tra economia circolare e tutela del mare
La giornata del 5 giugno si è aperta al Genova Blue District con nuovi incontri dedicati ai
progetti del Programma Interreg Italia-Francia Marittimo focalizzati su sostenibilità
ambientale, economia circolare, qualità dell’aria, rumore portuale e tutela del mare.
AirLabò ha illustrato le attività sviluppate per costruire una strategia condivisa tra istituzioni
scientifiche, gestori delle infrastrutture portuali, aziende del settore marittimo-portuale e
cittadini con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’aria nelle aree portuali e urbane dello
spazio di cooperazione transfrontaliera.
Nel corso dell’incontro è stato evidenziato come il progetto lavori alla raccolta e
all’elaborazione dei dati ambientali attraverso il coinvolgimento diretto di enti scientifici,
autorità locali, comunità e stakeholder dei territori portuali interessati.
Chiara Giordano, Fondazione Accademia Italiana della Marina Mercantile e capofila del
progetto AirLabò: “Il progetto AirLabò nasce con l’obiettivo di costruire una strategia transfrontaliera condivisa per migliorare la qualità dell’aria nelle città portuali dell’area di cooperazione. I porti coinvolti sono Genova, Savona, Livorno, Ajaccio, Bastia, Tolone, Nizza e Olbia. Stiamo portando avanti attività sia dal punto di vista tecnico sia attraverso momenti di confronto e partecipazione come i Living Lab, che coinvolgono enti scientifici, autorità locali, comunità e cittadini. Attraverso questi incontri e grazie al lavoro condiviso del partenariato, raccogliamo ed elaboriamo dati utili per costruire insieme strategie capaci di ridurre gli inquinanti nelle aree portuali e urbane.”
Il progetto AirLabò coinvolge un partenariato transfrontaliero composto da Fondazione
Accademia Italiana della Marina Mercantile, Confindustria Centro Nord Sardegna, Qualitair
Corse – Observatoire de la qualité de l’air en Corse e AtmoSud – Observatoire de la qualité
de l’air de la région Sud Provence-Alpes-Côte d’Azur, insieme a partner scientifici e
istituzionali impegnati nello sviluppo di strategie condivise per il miglioramento della qualità
dell’aria nelle città portuali dell’area di cooperazione marittima tra Italia e Francia.
CLASTER ha presentato le attività dedicate al miglioramento del clima acustico nelle aree
urbane vicine ai porti attraverso sistemi digitali, monitoraggi ambientali e interventi di
mitigazione del rumore legato sia alle attività portuali sia al traffico connesso agli scali
marittimi.
Davide Borelli, Università di Genova, referente del progetto CLASTER, ha spiegato:
“Il progetto CLASTER nasce come progetto di capitalizzazione del Programma Interreg
Italia-Francia Marittimo. Negli anni precedenti abbiamo sviluppato, come capofila o partner,
diversi progetti dedicati al tema del rumore portuale e oggi stiamo lavorando per trasferire le esperienze e le buone pratiche maturate in quei progetti anche in nuovi porti che non
avevano ancora partecipato a queste attività.”
PRISMAMED2 ha invece presentato le attività dedicate al recupero e al riutilizzo di reti
dismesse, sottoprodotti dell’acquacoltura e materiali derivanti dalle attività della pesca, con
l’obiettivo di reinserirli nei cicli produttivi attraverso nuovi utilizzi in ambito ambientale, urbano e cosmetico.
Michela Mazzoccoli, project manager di Ticass e referente del progetto PRISMAMED2, ha
spiegato come il progetto lavori alla creazione di nuove filiere di economia circolare dedicate in particolare al riutilizzo dei gusci provenienti dall’acquacoltura e delle reti da pesca dismesse.
“Stiamo lavorando sia sugli aspetti normativi sia sugli aspetti logistici e tecnico-economici
per capire quali possano essere le filiere più efficaci per il recupero e il riutilizzo di questi
materiali. Parallelamente stiamo sviluppando progetti pilota dedicati proprio al riciclo dei
gusci e delle reti da pesca, con l’obiettivo di trasformare quelli che oggi sono considerati
scarti in nuove risorse.”
EPIC ha invece approfondito le azioni dedicate al recupero delle macro-plastiche disperse in
mare, lungo le coste e nei corsi d’acqua, promuovendo un modello condiviso di economia
circolare e una rete transfrontaliera di collaborazione tra enti, istituti di ricerca, imprese e
territori. Nel corso dell’incontro è stato evidenziato come il progetto lavori non solo sul monitoraggio e sull’analisi della presenza delle plastiche marine, ma anche sulla sperimentazione di soluzioni operative per il recupero e il riutilizzo dei materiali raccolti, con l’obiettivo di trasformare i rifiuti in nuove risorse per il territorio.
Gaetano Licitra, ARPAT Toscana e capofila del progetto EPIC:
“EPIC, Un marE PrIvo di plastiCa, è un progetto strategico del Programma Interreg Italia-
Francia Marittimo che si occupa di cercare di eliminare la plastica dai nostri mari. Non
lavoriamo soltanto per studiare come si distribuisce e quali tipologie di plastica troviamo, ma anche per individuare soluzioni operative che permettano di trasformare questi materiali in nuovi prodotti.”
Biodiversità e valorizzazione del territorio nel pomeriggio del 5 giugno
Nel pomeriggio del 5 giugno i workshop hanno affrontato il tema dei servizi ecosistemici
legati al mare e alla pesca sostenibile, con il coinvolgimento dei progetti CamBioVia-Pro,
INN-PRATICA, AMMIRARE e Central-BIC. Gli incontri hanno approfondito temi legati alla
tutela della biodiversità, all’agricoltura sostenibile, alla resilienza delle spiagge rispetto ai
cambiamenti climatici e alla valorizzazione delle comunità rurali e costiere attraverso
pratiche compatibili con la salvaguardia ambientale.
Nel corso dell’incontro è stato proposto anche un momento interattivo dedicato ai servizi
ecosistemici, con l’obiettivo di accompagnare il pubblico nella comprensione del valore
ambientale, sociale ed economico della biodiversità e del suo rapporto con le comunità e le
attività produttive dei territori.

Daniela Minetti, Regione Liguria – Direzione Generale Agricoltura, Aree Protette e Natura:
“Con questo workshop abbiamo voluto proporre un’attività interattiva dedicata al tema dei
servizi ecosistemici. Si tratta di un tema ancora poco conosciuto al di fuori degli ambiti
tecnici, ma fondamentale per comprendere come la biodiversità possa diventare anche un
valore economico e sociale per il territorio. Attraverso questa attività il pubblico è stato
accompagnato a comprendere il valore della biodiversità e il ruolo che i servizi ecosistemici
possono avere nel rapporto con le comunità locali. L’incontro è stato inoltre l’occasione per
presentare alcuni dei progetti che stiamo portando avanti su questi temi, come AMMIRARE
in ambito marino, CamBioVia-Pro dedicato alla tutela della biodiversità attraverso le
comunità e le attività economiche, INN-PRATICA focalizzato sull’innovazione e sul
rafforzamento del sistema delle imprese legato al valore ambientale del territorio, e Central-BIC, progetto europeo che lavora sul rapporto tra biodiversità, comunità e sistemi economici locali”.
La giornata si è conclusa con un momento dedicato alla valorizzazione della piccola pesca e
del pescato locale grazie alle attività del progetto CORE. Nell’area del Porto Antico il
pubblico ha potuto partecipare a degustazioni dedicate ai prodotti ittici stagionali del
territorio, accompagnate da approfondimenti sull’importanza delle filiere locali, della
sostenibilità della pesca tradizionale e della tutela delle economie costiere legate al mare.
Raffaella Bruzzone, responsabile progetti europei per Camera di Commercio di Genova:
“Il progetto CORE nasce con l’obiettivo di individuare soluzioni capaci di rendere il settore
della piccola pesca più competitivo e resiliente, affiancando nuove opportunità alle attività
tradizionali. Tra queste ci sono il pescaturismo, la valorizzazione e trasformazione del
pescato locale e il legame con la ristorazione di qualità.
Come Camera di Commercio di Genova stiamo inoltre portando all’interno del progetto
l’esperienza del marchio Genova Gourmet, che valorizza ristoranti capaci di utilizzare e
trasformare prodotti del territorio nel rispetto delle tradizioni e della qualità.
Abbiamo voluto coinvolgere anche i giovani degli istituti nautici e alberghieri delle regioni
partner per raccontare cosa significa oggi lavorare nel settore della pesca, tra innovazione,
sostenibilità, tecnologie e nuove modalità di valorizzazione del pescato.”
Il viaggio del Leudo continua verso Portofino
Conclusa la tappa genovese, il viaggio de “Il Leudo racconta” proseguirà sabato 6 giugno a
Santa Margherita Ligure e nell’Area Marina Protetta di Portofino, nuova tappa del percorso
itinerante che continuerà ad attraversare Liguria, Toscana e Corsica raccontando il
Mediterraneo attraverso ambiente, cultura marinara, innovazione e cooperazione europea.
Per restare aggiornati sul progetto e seguire le diverse tappe del viaggio è possibile
consultare la pagina dedicata di Regione Liguria e seguire la pagina Facebook Interreg
Liguria.

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