Genova – Torna il progetto di trasformare via XX settembre in una “rambletta”, sullo stile di Barcellona, e tornano le polemiche e le perplessità di chi la città la vive e la percorre in lungo e in largo con auto e moto.
Ieri la presentazione del progetto, a margine della conferenza stampa per un anno di Giunta della sindaca Silvia Salis, oggi i dubbi viaggiano sui social e le idee presentate divisono i genovesi.
Il progetto, che tiene conto della realizzazione dei 4 Assi di Forza della mobilità, prevede un intervento da 3 milioni di euro, per ampliare i marciapiedi divia XX Settembre, rendendola più fruibile ai genovesi e ai visitatori.
Un intervento che, però, non ha mancato di sollevare dubbi e polemiche, dividendo in genovesi in due “fazioni” ben distinte e apparentemente contrarie.
C’è infatti chi si dice favorevole e promuove a pieni voti il progetto e chi, invece, esprime forti perplessità e, soprattutto, si domanda dove passerà il flusso di auto che normalmente occupa ben 4 corsie che diventerebbero, invece, nella migliore delle ipotesi, solo due.
Tutti concordi nell’esprimere gioia nell’apprendere che sarà eliminato l’asfalto, realizzando una nuova pavimentazione in calcestruzzo architettonico, chiaro e drenante, che consentirà una diminuzione del rischio di allagamenti e delle ondate di calore. Qualche dubbio in più sul fatto che via XX Settembre possa trasformarsi in uno spazio sul modello diffuso nelle principali città europee. Non tanto perché l’idea non piaccia ma, piuttosto, perché la città di Genova non è una Capitale Europea e difetta degli spazi e della pianta urbana tipica di quel tipo di città.
Secondo i detrattori, poi, l’idea riproporrebbe molto del progetto, già presentato nel 2011 e che venne sommerso di critiche e proteste proprio perché eliminava il traffico dalla via, trasformandola in una “rambletta” in stile spagnolo.
Il progetto, presentato sul sito del Comune come “imminente” è invece rimasto in un cassetto, con sollievo di automobilisti e motociclisti che ogni giorno lottano per arrivare al lavoro e per tornare a casa la sera.
Le perplessità riguardano soprattutto il fatto che, da progetto, non è chiarissimo se le due corsie centrali (che resterebbero percorribili dagli automezzi), sarebbero utilizzate in modo promiscuo da mezzi pubblici, auto e scooter ma, di certo, appare evidente una notevole riduzione dello spazio fisicamente disponibile per la viabilità locale.
Anche nel caso di una corsia per senso di marcia, infatti, il traffico verrebbe semplicemente “compresso” poiché, al momento, non esiste una viabilità alternativa in grado di assorbire l’impatto dell’enorme flusso di vetture e scooter che ogni giorno si sposta dai vari quartieri verso il centro e viceversa.
Forti perplessità vengono rivolte anche all’idea di realizzare due piste ciclabili al lati della strada, subito oltre al marciapiede che verrebbe ampliato ed esteso rispetto a quello molto grande che è già esistente.
Secondo i detrattori le “piste ciclabili” ci sono già e raramente si vedono mezzi a due ruote che le percorrono. Spesso vengono usate come “parcheggio” da auto e furgoni ma, su questo, si potrebbe intervenire anche subito, aumentando i controlli e le contravvenzioni.
Inoltre – sebbene le bici in circolazione siano certamente in aumento – non ci sarebbe una reale previsione di un aumento del traffico nell’immediato futuro, anche e soprattutto perché la città non ha la conformazione utile a questo tipo di mezzo e difficilmente una delle città con la popolazione più anziana d’Italia vedrà pensionati sfrecciare sulle biciclette.
Il timore è, piuttosto, è che si tratti di un ennesimo “regalo” alla “lobby green” che ha già dimostrato di avere “sponde politiche” sia nel centro destra – che ha portato la prima svolta in tal senso in citttà – e sia nel centro sinistra che ha dimostrato di voler abbracciare, tanto per citare un esempio, le aree a 30 km/h che tanto hanno fatto discutere in altre città dove sono state adottate.
La memoria riporta velocemente alla criticatissima – e tutt’ora osteggiata – riduzione ad una sola corsia di corso Italia in direzione Levante, per consentire la realizzazione di piste ciclabili che hanno stravolto il traffico.
In via XX settembre, inoltre verrebbe portato il filobus direttamente a filo porticato ed una serie di aiuole-spartitraffico ridurrebbe ancora di più lo spazio della carreggiata.
Oltre alle due piste ciclabili, una per senso di marcia, sino a via Cadorna, nella parte alta di via XX Settembre, verrebbero mantenute le connessioni viarie laterali aperte alla circolazione privata (via Foscolo, via Fiasella, via della consolazione, via Galata).
I nuovi filobus 100% elettrici transiteranno, nei due sensi, al centro della carreggiata, con una superficie a raso con i marciapiedi: in prossimità delle fermate saranno realizzate delle banchine che consentiranno l’accesso in linea sui filobus, consentendo la massima accessibilità. A impreziosire i marciapiedi saranno installati elementi di arredo urbano, semplici ma funzionali alla seduta e con verde.
La discussione è stata dunque aperta ed il Comune ha chiarito che non si tratta di scelte che piovono dall’alto ma verranno modificate con la partecipazione dei Cittadini con modalità che verranno comunicate.
Nel frattempo, di seguito, pubblichiamo la presentazione ufficiale del progetto:
Il progetto, che tiene conto della realizzazione dei 4 Assi di Forza della mobilità, prevede un intervento (con finanziamento comunale da 3 milioni di euro) per ampliare i marciapiedi della centralissima via XX Settembre, rendendola più fruibile ai genovesi e ai visitatori.
Sarà eliminato l’asfalto, realizzando una nuova pavimentazione in calcestruzzo architettonico, chiaro e drenante, che consentirà una diminuzione del rischio di allagamenti e delle ondate di calore: via XX Settembre tornerà a essere uno spazio condiviso, come fu pensata in origine, un unico spazio pubblico sul modello diffuso nelle principali città europee.
«Il nostro salotto buono vivrà una svolta storica con un progetto che può portarci verso la città europea che vogliamo essere – afferma la sindaca Silvia Salis – Via XX Settembre sarà trasformata in un boulevard moderno. Le connessioni viarie laterali rimarranno invariate. Vogliamo restituire a via XX Settembre la sua vocazione: da piazza De Ferrari al Ponte Monumentale un grande spazio condiviso, con marciapiedi molto più ampi, il passaggio dei nuovi filobus 100% elettrici, silenziosi e puliti e, ai lati, sedute e spazi verdi per rendere il porticato uno spazio più ampio e vivibile, con una pista ciclabile e molto più spazio. Un altro elemento di novità sarà l’addio al vecchio asfalto nero: al suo posto un nuovo calcestruzzo architettonico e drenante che eviterà l’effetto isola di calore e aggiungerà eleganza a una via meravigliosa».
«Abbiamo previsto l’accosto dei filobus direttamente a filo porticato, poi abbiamo lavorato molto sulla parte degli arredi e su piccole opere di dettaglio, come i camminamenti illuminati – dichiara l’assessore ai Lavori Pubblici Massimo Ferrante – Il progetto, come detto, per il momento riguarda via XX Settembre da ponte Monumentale in su. Dal Ponte Monumentale in giù invece sarà un lavoro successivo. Lo studio è già in fase avanzata, una parte è coperto dal progetto dei 4 assi, che prevede interventi di riqualificazione come questo anche in altre parti della città, come a Sampierdarena. Questa è un’operazione rivoluzionaria, i materiali utilizzati saranno analoghi in tutta via XX Settembre, pensati per evitare l’effetto cappa, che riscontriamo soprattutto nei mesi estivi, con arredi studiati perché siano utili e non invasivi, il tutto adatto ad una città che si avvicina sempre più ai livelli europei».
Fino a via Cadorna, nella parte alta di via XX Settembre, saranno realizzate due nuove piste ciclabili, una per senso di marcia, sui due lati della strada: da piazza De Ferrari al Ponte Monumentale saranno mantenute le connessioni viarie laterali aperte alla circolazione privata (via Foscolo, via Fiasella, via della consolazione, via Galata).
«Dal punto di vista della mobilità, apriremo gli spazi, senza andare a incidere sul numero di parcheggi, tema molto sentito in città. Andremo ad avviare un confronto con le categorie e le persone interessate: abbiamo già iniziato, per esempio per quanto riguarda piazza Matteotti, alcuni incontri, rivedendo le modalità di carico e scarico delle merci, le modalità di rifornimento, e ascoltando le esigenze di lavoro degli artigiani. Si tratta di un lavoro in progress che stiamo portando avanti per ascoltare le esigenze di tutte le parti coinvolte» dichiara l’assessore alla Mobilità sostenibile, Emilio Robotti.
«Questo progetto è fondamentale per la nostra città perché parla della riappropriazione dello spazio pubblico. Con questo progetto, anche i 4 assi riescono a parlare finalmente ai cittadini e alle cittadine, utilizzando una modalità nuova di mobilità sostenibile, che si accompagna a processi di valorizzazione dello spazio pubblico – aggiunge l’assessora all’Urbanistica e Città dei 15 minuti Francesca Coppola – In questo caso il centro è esattamente lo spazio pubblico, quello che, come ha detto la sindaca, possiamo vivere come un salotto genovese e che possiamo rendere ancora più aperto, fruibile e attraversabile. Non è un progetto che pedonalizza questo tratto della città, ma in un certo senso via XX Settembre aprirà a un nuovo modo di fruire lo spazio. E questo rispecchia la modalità operativa con la quale questa amministrazione vuole rigenerare i nostri spazi: lo avete visto anche con la recente delibera PlayCity, in cui si parla di riappropriazione dello spazio in modalità temporanee. In XX abbiamo la possibilità di sperimentare in maniera permanente grazie all’enorme lavoro interassessorile e grazie allo studio che si è messo a disposizione per rivedere alcune formule di questa ripacificazione dello spazio pubblico, inserendo degli arredi che potessero essere di maggior valorizzazione e soprattutto con l’inserimento del verde. Sicuramente si potrà pensare a come declinare questo progetto parlando anche di acqua, di depaving, di suolo drenante che è un’accortezza già messa in campo. Ma il focus è proprio questo: finalmente riusciamo a dare una traccia che parla direttamente dello spazio pubblico rispetto ai quattro assi alla cittadinanza. Questa è un’azione coraggiosa che abbiamo portato avanti perché il nostro mandato è rendere la città a misura di tutte e di tutti, maggiormente vivibile».
I nuovi filobus 100% elettrici transiteranno, nei due sensi, al centro della carreggiata, con una superficie a raso con i marciapiedi: in prossimità delle fermate saranno realizzate delle banchine che consentiranno l’accesso in linea sui filobus, consentendo la massima accessibilità. A impreziosire i marciapiedi saranno installati elementi di arredo urbano, semplici ma funzionali alla seduta e con verde.





















