Genova – Con la morte di Edoardo Corrieri, 29 anni, travolto ed ucciso all’uscita da una discoteca di corso Italia, si aggrava sensibilmente la posizione di Vincenzo Rametta, l’uomo che si trovava alla guida del veicolo.
Nelle prossime ore la gip Maria Antonia Di Lazzaro dovrebbe decidere se modificare il capo di accusa in omicidio volontario o omicidio pretereintenzionale determinando il livello di gravità di quanto avvenuto secondo i termini della Legge italiana che attribuisce alla volontarietà una gravità maggiore rispetto a ciò che avviene “al di là” delle intenzioni di chi commette il reato.
Rametta è già in stato di arresto in carcere e attende l’arrivo della disponibilità di un braccialetto elettronico per poter attendere agli arresti domiciliari l’esito del processo ma la morte di Edoardo Corrieri, di fatto, cambia radicalmente la sua posizione ed in peggio.
Il sospetto, da dimostrare in sede processuale, è che l’uomo, incensurato, abbia deliberatamente investito Corrieri con l’auto, a seguito di una lite violenta che sarebbe avvenuta poco prima, davanti o dentro una discoteca di corso Italia, per le presunte molestie ai danni di due ragazze da parte di Rametta e un gruppo di amici.
Edoardo Corrieri avrebbe difeso le ragazze dando vita ad uno scontro che si è poi trasformato nell’investimento mortale.
Un video, consegnato alle forze dell’ordine, potrebbe costituire la prova regina nel processo e mostrerebbe una manovra ben precisa che potrebbe aver fatto la differenza tra una fuga precipitosa e l’omicidio volontario.
Proseguono anche gli appelli dei familiari di Edoardo Corrieri sui social per chiedere a chi ha visto, di presentarsi alle forze dell’ordine e testimoniare per chiarire cosa è successo in quella terribile alba di sabato, in corso Italia.
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