HomeImperiaCronacaNessy Guerra indignata risponde ai commenti razzisti sul web

Nessy Guerra indignata risponde ai commenti razzisti sul web

nessy guerraSanremo (Imperia) – Nessy Guerra risponde ai hater sui social e dopo l’ennesimo insulto becero circa la sua scelta di “sposare uno straniero” ha deciso di rispondere con un video che “non le manda a dire”.
La giovane che da tre anni combatte per la sua libertà e sicurezza e per quella di sua figlia, nata in Egitto da padre con cittadinanza italiana (e dunque italiana anche lei) viene costantemente bullizzata ed insultata sui social da persone senza scrupoli che, invece di solidarizzare con una donna che si batte per tornare in Italia con sua figlia, si “diverte” ad attaccarla con frasi come “moglie e buoi dei paesi tuoi”, “te la sei andata a cercare” o l’ancor più incivile “potevi pensarci invece di sposare…”.
A rendere ancora più complessa e dolorosa la sua vicenda in Egitto, con la paura costante per le minacce dell’ex marito, la possibilità di finire in carcere dopo l’accusa di “adulterio” e quella ancora più terribile di perdere la figlioletta di 3 anni, arrivano gli hater, gli odiatori seriali che la inondano di insulti e la attaccano con accuse tra il razzista e il misogino.
La giovane ha quindi deciso di rispondere e lo fa con un video
“Che sia egiziano, italiano, albanese, musulmano o cristiano, non cambia assolutamente nulla – spiega Nessy Guerra – la violenza non ha genere, non ha religione e non ha nazionalità. Purtroppo la violenza esiste in tutte le parti del mondo e lo sottolineo, purtroppo, e la violenza verbale è tanto grave quanto la violenza fisica e psicologica.
Se proprio vogliamo puntualizzare e rispondere a tutti questi commenti beceri e ignoranti il mio ex è nato da madre italiana cristiana e padre di origine egiziana, nato e cresciuto in Italia, non parla neanche l’arabo, battezzato e cresimato.
Dove vi volete attaccare adesso? Perché fatemi capire in Italia non succedono i femminicidi? Gli italiani sono tutti santi? Purtroppo non è così smettiamola con questa cosa.  Tutti quelli che commentano non conoscono minimamente la mia storia e purtroppo questo si chiama discriminazione e colpevolizzazione della vittima  e razzismo e nel 2026 queste cose non dovrebbero più esistere”.

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