Genova – Si chiude con il via libera al rilancio di Original Marines il tavolo convocato oggi al Ministero del Lavoro. La nuova proprietà, Pamaf, ha confermato la continuità dei circa 1.700 rapporti di lavoro, l’assenza di licenziamenti legati al piano di riorganizzazione e l’avvio di un progetto di sviluppo del marchio.
Nel corso dell’incontro è stata ufficializzata la conclusione dell’operazione che ha portato l’azienda ad acquisire il 100% delle quote di Original Marines. L’azienda ha precisato che si tratta di un passaggio delle partecipazioni societarie e non di un trasferimento di ramo d’azienda, confermando la piena continuità dei circa 1.700 rapporti di lavoro.
L’azienda ha inoltre comunicato che il procedimento penale a carico della società e dei soci è stato archiviato con provvedimento del 26 giugno 2025 “perché il fatto non sussiste, con il conseguente venir meno delle misure cautelari precedentemente adottate”. È stato inoltre ribadito che, durante l’intera vicenda, non si sono registrate interruzioni nel pagamento delle retribuzioni, delle ferie e delle mensilità aggiuntive.
Sul piano industriale è stato confermato il percorso di razionalizzazione della rete commerciale, che prevede la chiusura di 30 punti vendita tra giugno 2025 e dicembre 2026. Secondo quanto illustrato dall’azienda, per tutto il personale sarà garantita la ricollocazione entro un raggio massimo di 50 chilometri dalla residenza.
La società ha assicurato che le chiusure programmate entro dicembre 2026 non determineranno licenziamenti e che tutto il personale interessato sarà ricollocato.
Pamaf ha quindi illustrato le linee di sviluppo del marchio, annunciando la sostituzione dei punti vendita in scadenza con nuove aperture negli stessi territori e l’espansione della rete commerciale nelle aree non ancora presidiate, in sinergia con gli altri brand del Gruppo.
“Prendiamo atto con favore dell’ingresso di un gruppo imprenditoriale italiano che ha assunto impegni precisi sulla continuità occupazionale e sul rilancio di Original Marines” dichiarano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs. “Con gli impegni assunti oggi – aggiungono le tre sigle – riteniamo conclusa la fase del tavolo ministeriale di emergenza. Il confronto dovrà ora proseguire in apposito tavolo sindacale, dove sarà possibile affrontare nel dettaglio le modalità delle ricollocazioni, i tempi di attuazione, le informazioni da fornire alle lavoratrici e ai lavoratori e le prospettive di sviluppo del marchio”. “Abbiamo inoltre chiesto al Ministero del Lavoro di mantenere attivo un tavolo di monitoraggio per verificare il puntuale rispetto degli impegni assunti dalla nuova proprietà. Continueremo a vigilare affinché ogni ricollocazione avvenga nel pieno rispetto della volontà delle lavoratrici e dei lavoratori e del limite massimo di 50 chilometri dalla residenza, sia garantita un’informazione tempestiva e trasparente alle rappresentanze sindacali su ogni chiusura e nuova apertura e non venga avviata alcuna procedura di licenziamento, collettivo o individuale, collegata al processo di riorganizzazione» concludono le organizzazioni sindacali”.


























