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Vannacci a Genova, spostato il luogo dell’incontro per motivi di sicurezza

Roberto VannacciGenova – L’incontro organizzato con l’ex generale in pensione Roberto Vannacci è stato spostato per motivi di ordine pubblico. La decisione è arrivata dopo gli incontri tra gli organizzatori dell’evento e i vertici delle forze dell’ordine.
Non più incontro al Teatro della Gioventù, in via Cesarea, nel centro cittadino ma ad Albaro, in piazza Leonardo Da Vinci, in una sede non ancora definita.
Un cambio in corsa perché la zona di via Cesarea sarebbe più difficile da gestire nel caso di incidenti anche se difficilmente la stretta ed intricata rete di viuzze e stradine di Albaro ha qualcosa da invidiare al dedalo di strade e stradine della sede originaria.
L’evento è quindi confermato per sabato pomeriggio, alle 17,30, ma la sede dell’incontro con l’eurodeputato Vannacci è cambiata e sarà nella zona di Albaro.
Intanto si mobilità la rete di associazioni, sindacati, della stessa Anpi e dei sindacati per una “contromanifestazione” da tenere mentre Vannacci parlerà ad un pubblico controllatissimo e contingentato.
“Restiamo umani” è il titolo della contro-manifestazione indetta da Cgil e Anpi come “presidio” sabato 11 luglio, in via Cesarea, a partire dalle ore 15.
Non è chiaro se la sede della manifestazione cambierà come quella di Vannacci.
“In occasione della presenza a Genova dell’ex generale Vannacci – scrivono Cgil e Anpi – ribadiamo l’attualità e la centralità dei valori di solidarietà e umanità nati dalla lotta di Liberazione. Il movimento dell’ex generale porta avanti molte posizioni inaccettabili sulle persone con disabilità, sui migranti, sui principi democratici fondanti la nostra Repubblica, solo per citarne alcune. Cgil e Anpi respingono le idee divisive e antistoriche dell’ex generale e invitano forze politiche e istituzioni a rinnovare e rilanciare con atti concreti i principi di uguaglianza contenuti nella carta Costituzionale. Tagliare le risorse o non finanziare dignitosamente la sanità, scuola, ricerca, lavoro, sicurezza sul lavoro, cultura, sociale e casa genera ricadute su ognuno e ognuna di noi. Personaggi discutibili, dei quali non si sentiva alcuna necessità, portano avanti argomentazioni pericolose che nulla hanno a che vedere con la vera politica e con i veri bisogni di lavoratrici, lavoratori, cittadine e cittadini. I problemi che affliggono la nostra società, a partire dal contesto di guerra che ci circonda, dai tragici effetti sulle popolazioni che le subiscono direttamente e le ricadute che si abbattono su tutti popoli in ogni paese, sono altri.
Basta odio, basta divisioni: in un’epoca in cui i diritti vengono costantemente messi in discussione occorre restare uniti e soprattutto non dimenticarsi di “restare umani”.

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