Genova – Sarebbero una trentina le persone “nel mirino” delle indagini delle forze dell’ordine dopo le tensioni, gli scontri e le aggressioni ai giornalisti durante le manifestazioni che si sono “scontrate” a Sestri Ponente.
Una persona, accusata di aver aggredito un fotografo che stava effettuando scatti ed immagini della manifestazione è stata individuata e denunciata ma le molte riprese video effettuate da personale della Digos e quello – molto copioso – arrivato da residenti e partecipanti al corteo, è sotto analisi da parte delle forze dell’ordine che contano di dare un nome anche agli altri “facinorosi” che si sono macchiati di atti di teppismo e vere e proprie aggressioni fisiche ai danni di altri partecipanti e ai giornalisti.
Sotto analisi anche i post sui social dove persone probabilmente convinte che il web sia una “terra di nessuno” hanno postato commenti aggressivi e di incitamento all’odio o offensivi nei confronti dei partecipanti o dei giornalisti che documentavano quanto avvenuto per ovvi motivi di lavoro.
Grande solidarietà è stata data da tutti i partiti e movimenti politici ai Giornalistia aggrediti e stigmatizzato il tentativo di “sminuire” la gravità dei fatti da parte di persone, specie sui social.
Intanto cresce la tensione per l’arrivo dell’ex generale Vannacci a Genova e la sede dell’incontro è stata spostata dal Teatro della Gioventù di via Cesarea ad un luogo ancora non precisato ad Albaro, in piazza Leonardo da Vinci.
La preoccupazione è per i molti appelli alla mobilitazione di entrambe gli “schieramenti”, pro e contro il movimento fondato da Vannacci.
Improbabile che venga commesso nuovamente l’errore di mantenere ridotto lo schieramento delle forze dell’ordine come avvenuto a Sestri Ponente ed anche considerato che la Questura sta richiamando dalle ferie molto del personale.























