Genova – Sarà un’indagine a chiarire i contorni della fake news pubblicata maldestramente da qualcuno sulle pagine social genovesi e nella quale si “ricostruiva” la presunta aggressione ad un 92enne a Vesima, località balneare dell’estremo ponente genovese.
Notizia che ha scatenato roventi reazioni sui social e non solo e che ha rischiato di avviare una “caccia all’uomo” come quelle avvenute a San Fruttuoso e a Quinto, con decine di persone armate di bastone pronte ad aggredire minorenni solo per il colore della pelle.
Notizie che sempre più spesso vengono diffuse da pseudo giornali e finte testate giornalistiche per motivi che sono oggetto di attenta analisi.
Nella fake news si raccontava di un 92enne “noto nella zona” che era stato aggredito da tre persone di nazionalità cingalese per derubarlo dell’orologio e di pochi spiccioli.
Alcuni elementi del racconto, però, hanno subito messo in allarme i veri cronisti che hanno dubitato del racconto che parlava di “borse della spesa” e di vicine abitazioni.
A Vesima le case sono poche e le persone si conoscono tutte ed è stato facile scoprire che nessun 92enne delle poche case presenti, era stato aggredito.
La smentita ufficiale è però arrivata dai carabinieri e dalle forze dell’ordine interpellate per il controllo della notizia.
Nessuno degli uffici competenti per zona aveva ricevuto denuce o era interenuto.
La notizia, insomma, era stata inventata da qualcuno e diffusa per qualche motivo che verrà accertato dalle indagini in corso.
Moltissime le condivisioni, specie da parte di chi sembra avere l’interesse a raccontare una città in preda al caos e alla violenza, in un contesto politico nazionale in cui “sicurezza” e “paura” sembrano le parole d’ordine mentre i sindacati denunciano che le assunzioni di agenti delle forze dell’ordine non coprono neppure i pensionamenti e l’organico va diminuendo invece di aumentare come annunciato a più riprese.
Ora si cerca di capire chi abbia materialmente diffuso la notizia e perché e se abbia tutte le autorizzazioni e le registrazioni obbligatorie per Legge, per fare Informazione.
Intanto cresce l’attenzione e la preoccupazione per la diffusione di fake news e canali social che cavalcano la paura delle persone per qualche click in più e per interessi che andrebbero chiariti.
L’appello ai Lettori è quello di diffidare da siti online che non mostrano una Testata registrata in Tribunale e di seguire preferibilmente pagine la cui identificabilità sia accertabile e che hanno un Direttore Responsabile iscritto nell’Albo dei Giornalisti.
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