Giustizia

Genova – Ha telefonato al numero di emergenza della Guardia Costiera (1530) una falsa emergenza in mare ma è stato individuato e denunciato. Il protagonista della bravata è un 20enne torinese che nei giorni scorsi aveva chiamato la Guardia Costiera segnalando una persona che stava tentando il suicidio in mare nel Ponente genovese.
Il giovane, simulando agitazione e timore, aveva richiesto l’aiuto di una motovedetta per salvare una persona che aveva deciso di togliersi la vita lanciandosi in mare.
In breve il mezzo di soccorso è arrivato nella zona di presunto avvistamento ma le ricerche si sono rivelate vane e il mezzo è tornato alla base.
A seguito del falso allarme, però, sono partite le indagini e le forze dell’ordine sono risalite al numero chiamante. Dopo diversi tentativi di mettersi in contatto con il giovane, però, visto che non rispondeva al telefono, è scattata la denuncia per procurato allarme.
Il ragazzo rischia una sanzione economica e sino a sei mesi di reclusione oltre alla possibilità che il Ministero competente avvii una causa civile per il risarcimento dei danni procurati alla collettività con costi inutili e dispendio di forze preziose che sono impegnate nella salvaguardia delle vite.