Cavo Guido RossaGenova – “In una giornata come quella di oggi è importante parlare soprattutto alle scuole, ai ragazzi: questo momento, questo ricordo è attualità, quello che oggi noi ricordiamo dopo 43 anni non è qualcosa che appartiene solo ai libri di storia, ma deve essere ricordato nella sua drammaticità, ma anche nei suoi valori”.
Così l’assessore alla Scuola e alla Formazione Ilaria Cavo, in rappresentanza di Regione Liguria, ha ricordato oggi la figura di Guido Rossa, operaio dell’Italsider assassinato dalle Brigate Rosse il 24 gennaio 1979, nelle due cerimonie prima in via Fracchia, luogo dove fu ucciso, e poi nello stabilimento di Acciaierie d’Italia dove Rossa lavorava. Ai due eventi hanno partecipato anche gli studenti di due scuole, l’istituto comprensivo Oregina e l’Istituto Tecnico Gastaldi Abba.

“Lo ricordiamo nella sua fabbrica, il luogo delle sue fatiche e della sua condanna. Tre anni fa il presidente della Repubblica, ricordandoci che ‘seppe battersi per tutti senza voler diventare un eroe’, ha sottolineato il ruolo centrale che proprio l’industria ha avuto nella difesa della democrazia laddove l’eversione pretendeva di costruire un consenso di massa ignorando il carattere profondamente democratico dei lavoratori. In questo luogo, le acciaierie, Guido Rossa ha scelto lo Stato: ha firmato la denuncia contro l’operaio e collega Berardi consapevole dei rischi, ma determinato nella sua scelta. Il suo assassinio ha comportato un deciso cambio di atteggiamento della classe operaia nei confronti del terrorismo, ha creato una particolare coesione tra forze e politiche e sociali che hanno saputo trovare unità nei momenti cruciali. Noi oggi ricordiamo Guido Rossa, uomo di partito, operaio, sindacalista, ma ricordiamo anche le sue passioni private. La mostra ‘Guido’ in corso fino al 20 febbraio al Palazzo Ducale, ci racconta un uomo moderno, il fotografo che ha colto nei suoi scatti, non solo la sua passione, ma anche la capacità di denuncia, di racconto, di lotta contro l’indifferenza. Emerge un uomo che amava la montagna e le cordate. E proprio quest’ultima immagine è stata riproposta oggi ai ragazzi perché imparino dalla sua storia quanto sia importante e necessario rimanere in cordata e quanto nessuno debba essere lasciato solo”.