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Mozione di sfiducia a Toti in Regione Liguria, Centi (Lista Sansa): discussione grottesca

Roberto Centi Lista Sansa Regione LiguriaGenova – Opposizione compatta nella critica all’operato del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti agli arresti domiciliari nell’ambito delle indagini su un presunto giro di mazzette e favori che ha causato un terremoto giudiziario e politico in Liguria.
Se il presidente Toti si è difeso con una lettera letta in aula di consiglio regionale, i vari Partiti di opposizione hanno commentato duramente la situazione chiedendo che i presidenti si dimetta e votando la mozione di sfiducia che farebbe cadere la Giunta riportando i Liguri alle urne.

“Discussione grottesca – secondo Roberto Centi della Lista Sansa – la maggioranza millanta meriti per opere mai realizzate e on conosce le questioni di opportunità politica e di etica pubblica”.
I consigliere regionale prosegue la protesta già fatta dal capogruppo Ferruccio Sanda ad avvio di seduta.
“La discussione sulla mozione di sfiducia a Toti ha conosciuto dei tratti grotteschi da parte della maggioranza – ha dichiarato Centi –  che per tutto il giorno ha sostenuto di avere curato la costruzione di opere pubbliche o mai iniziate o mai portate a termine, come l’ospedale di Erzelli o quello del Felettino o il tunnel della Val Fontanabuona, e che il loro buon governo non può essere messo in crisi dalle carte bollate: come se non esistessero, al di là delle risultanze delle indagini, questioni di opportunità politica e di etica pubblica, quando in un passato non troppo lontano bastava molto meno per fare un passo di lato”.

“Garantismo, di fronte a ciò che emerge – ha proseguito Centi  non può significare garanzia di cavarsela con un nulla di fatto, così come desiderare giustizia e verità non è essere giustizialisti – spiega Centi -. È questo scollamento tra le regole che si auto conferisce la politica di parte e quelle che valgono per tutti gli altri cittadini che genera disaffezione e astensionismo, insieme alla feudalizzazione del potere e alla caduta delle teorie politiche forti che hanno generato la nostra vita democratica dopo il 1945”.

“Ma la cosa più grottesca è stata fare le pulci all’operato della commissione Antimafia che ha votato, me consenziente, di audire l’Autorità Nazionale Anti Corruzione (ANAC) e una associazione che si occupa di norme migliorative nell’ambito del lobbismo e della trasparenza negli appalti e nella vita pubblica – sottolinea il presidente della Commissione Regionale Antimafia Roberto Centi -. Ho ricordato a tutti il senso delle istituzioni che unanimemente sempre mi hanno riconosciuto, ma non ho esitato a mettere a disposizione il mio mandato nel caso qualcuno abbia solo il sospetto che abbia piegato la commissione a fini politici. Certo, anche non convocare la Commissione Antimafia in un momento come questo, con intenti costruttivi e normativi e non di indagine, sarebbe stato contrario al mio ruolo e al mandato affidatomi”.

Redazione Liguria
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