Genova – Sarà un’indagine della Procura di Genova a chiarire le circostanze del decesso di una donna di 75 anni ricoverata all’ospedale Villa Scassi di Sampierdarena, o scorso 3 marzo.
La pensionata era stata ricoverata d’urgenza per una sospetta occlusione intestinale per la quale era già in cura, a casa, dopo essersi sentita male a fine febbraio.
Il medico di famiglia aveva riscontrato febbre, nausea e sintomi riconducibili ad un’occlusione intestinale ed aveva prescritto una cura chiedendo ai familiari di ricorrere all’ospedale se le condizioni non fossero migliorate entro breve.
E così hanno fatto i familiari della donna che, il 28 febbraio, non riscontrando nessun miglioramento, hanno portato la pensionata al pronto soccorso dell’ospedale Villa Scassi .
La donna è stata visitata ma solo il primo marzo, secondo la denuncia dei familiari, sarebbe emersa l’occlusione intestinale con una TAC e subito la paziente era stata operata ma a 48ore dall’intervento la pensionata è deceduta.
Una morte che, secondo i familiari poteva essere evitata se i medici avessero sottoposto immediatamente, come richiesto, la paziente a quello specifico esame.
Secondo il racconto disperato, invece, sarebbero stati eseguiti diversi esami ma non quello che poi ha confermato la situazione critica.
Presunti ritardi negli accertamenti clinici che potrebbero aver avuto un ruolo nel tragico finale della vicenda e sui quali si sta indagando.
Il primo passo potrebbe essere l’autopsia che potrà stabilire le cause del decesso ed escludere eventuali collegamenti con altre malattie. L’inchiesta intende chiarire passaggi e scelte fatte dai medici per accertare se la donna poteva essere salvata e se vi siano state o meno delle responsabilità da parte dei medici.





















