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Savona, Cda TPL scaduto, lettera aperta del sindaco Russo

autobus TplSavona – Una lettera del sindaco Marco Russo per cercare di sciogliere lo “stallo” che impedisce la nomina di un nuovo consiglio di amministrazione della TPL dopo la scadenza, lo scorso 30 giugno, del precedente.
Una comunicazione nella quale il primo cittadino segnala tutte le “criticità” che stanno impedendo il dialogo per arrivare ad una soluzione condivisa del problema.
“Caro Presidente e Cari colleghi – scrive Russo – il 30 giugno u.s. è scaduto il CdA di TPL e, nell’assemblea che si è tenuta in quel giorno, avremmo dovuto nominare il nuovo organo amministrativo, ma ciò non è accaduto perché non era stata avviata alcuna interlocuzione; abbiamo rinviato all’8 di luglio, ma nuovamente non si è proceduto alla votazione e nemmeno si è aperto un confronto, nonostante i miei appelli.
Ora abbiamo quarantacinque giorni di tempo dal 30 giugno ma ad oggi non è stato possibile aprire una qualsivoglia discussione.
Tre anni fa avevamo trovato una soluzione ampiamente condivisa, frutto di un dialogo costruttivo; allo stesso modo confidavo che potessimo farlo questa volta.
Purtroppo, ho dovuto constatare che la Provincia dapprima ha fatto mancare ogni possibilità di dialogo poi, nel corso dell’assemblea, si è fatta portatrice di una posizione unilaterale, interpretando evidentemente gli interessi di una parte politica, facendo così pesare la propria quota contro il Comune di Savona.
Noi sappiamo che il Comune di Savona detiene la quota del 28,915%, mentre la Provincial del 34,263%.
Tuttavia, la Provincia è Ente concedente, quindi riveste un ruolo del tutto peculiare, e non versa la quota da diversi anni, facendo così mancare importanti risorse alla società: questi due elementi dovrebbero indurre l’Ente di area vasta ad astenersi dall’assumere ruoli divisivi nella governance della società; inoltre la Provincia, in quanto ente di secondo grado, dovrebbe rappresentare tutti i Comuni del territorio, e non solo alcuni: sia tre anni fa che nel corso di questo triennio, ho sempre mantenuto interlocuzioni con la Provincia non in quanto ente di parte ma in quanto, appunto, rappresentante di tutti i Comuni.
Dunque sarebbe davvero assurdo che la Provincia volesse determinare la governance della società, in rappresentanza di una parte politica, estromettendo il Comune di Savona, socio di effettiva maggioranza relativa.
Ora, la perdurante assenza di interlocuzioni, nonostante i nostri reiterati inviti, crea una situazione di stallo pericolosa per la società.
Dobbiamo infatti ricordarci che TPL è una azienda pubblica molto importante, con circa 400 dipendenti che svolge un servizio cruciale per i nostri cittadini: solo recentemente, a seguito di un lungo e tormentato iter, siamo riusciti ad arrivare all’affidamento in house del servizio di trasporto pubblico locale e, più recentemente, del servizio di gestione dei parcheggi.
In questi anni, grazie al lavoro del CdA nominato di comune accordo, la società si è ulteriormente strutturata e rafforzata, sia dal punto di vista economico finanziario, sia dal punti di vista societario ed organizzativo sia infine sotto il profilo dell’innovazione del servizio. Tuttavia, esistono ancora temi importanti da affrontare, sia sotto il profilo dell’efficientizzazione del servizio sia sotto il profilo delle relazioni sindacali e della qualità del lavoro.
È quindi fondamentale che superiamo questa fase di stallo, assicurando a TPL una governance all’altezza delle sfide che sta affrontando: ciò presuppone che agiamo, tutti insieme, con senso di responsabilità e serietà.
Per questa ragione, in qualità di socio effettivo di maggioranza relativa e di Presidente del Comitato di Coordinamento per il controllo analogo, visto anche l’approssimarsi del termine di 45 giorni, sento il dovere di convocare il Comitato di Coordinamento per il controllo analogo, per affrontare questa delicata fase della società.
Al fine di rendere la discussione più produttiva e concreta, considerati i tempi ormai stretti, mi permetterò di avanzare una proposta, che non risponde ad uno spirito di parte ma intende interpretare una visione globale della nostra provincia.
Ovviamente sarà una proposta completa ma che si presta ad essere discussa, modellata ed eventualmente costruita insieme.
Anticipo solo che tale proposta trova il suo perno nella Presidenza affidata a Serena
Lancione.
Si tratta di una figura di altissimo profilo tecnico, in prima fila a livello nazionale (Presidente di Anav, Presidente Designate UITP Europe) che però conosce bene la nostra TPL, avendo anche intessuto proficue relazioni sindacali; non appartiene ad alcuna forza politica e non è collocabile in alcuna specifica area territoriale. Lancione, quindi, è sicuramente garanzia di competenza, equilibrio, neutralità politica, capacità di interloquire con i lavoratori in modo positivo.
Un nomina di questo genere darebbe prova di serietà e responsabilità da parte degli enti soci e confermerebbe la nostra volontà di rafforzare ulteriormente la società di trasporto pubblico.
Attorno ad essa potrà essere costruito un cda capace di rappresentare il territorio in modo
adeguato.
Aggiungo che a mio avviso, per dare continuità tra il precedente e il nuovo CdA, si potrebbe confermare Loredana Scalmana e Luigi Pignocca, che, peraltro, consentono una rappresentanza di Savona e del Medio Ponente (salvo che, per il medio ponente, non si preferisca una rappresentanza più direttamente afferibile a Finale, in quanto socio con una quota più rilevante rispetto agli altri Comuni, ovviamente esclusa Savona).
Come potete constatare non intendo avanzare proposte di parte, sotto il profilo politico, né incentrate solo sul capoluogo, nonostante il Comune di Savona sia il socio di effettiva maggioranza relativa.
In sostanza, questo ruolo di socio di riferimento ritengo di esercitarlo non nel senso di accentramento delle nomine ma come fonte di responsabilità per costruire una governance condivisa.
Nella riunione di Comitato di Coordinamento del Controllo Analogo potremo discuterne approfonditamente, confidando che potremo farlo con spirito costruttivo e con la dovuta serenità, consapevoli del nostro ruolo istituzionale”

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