HomeGenovaCronacaPresunti dossier su giornalisti, Genova Inclusiva: trasparenza su investimenti pubblicitari

Presunti dossier su giornalisti, Genova Inclusiva: trasparenza su investimenti pubblicitari

Marco Macrì genova inclusiva
Aggiornamento – In serata è arrivata la replica del presidente della Regione Marco Bucci alla vicenda dei presunti “dossieraggi”.

“Trasparenza per le pianificazioni pubblicitarie e dei fondi pubblici destinati alle Testate Giornalistiche per tutelare la Libertà dell’Informazione” locale e nazionale. La chiede l’associazione Genova Inclusiva che difende i diritti delle famiglie con persone disabili e gli operatori lavorano nei settori collegati alla Scuola e del mondo della sanità pubblica.
Lo fa intervenendo nel dibattito su presunti “dossieraggi” che sarebbero stati realizzati sui giornalisti del quotidiano genovese Il Secolo XIX ma anche su altre Testate e giornalisti più o meno “graditi” e denunciando che, in più occasioni, a seguito delle polemiche sollevate dall’associazione su disagi e disservizi anche molto gravi, patiti dai Cittadini, siano stati pubblicati comunicati stampa più simili ad interventi “anti incendio” più che ad approfondimenti di Stampa.
“In Liguria – infatti sostiene Marco Macri, portavoce dell’associazione – succede una cosa curiosa: più cresce il numero dei comunicati stampa, più diminuiscono le domande. E quando le domande spariscono, di solito non è un buon segno per nessuno — tranne per chi governa”.
“Leggiamo sui giornali – prosegue Macrì – che, per mesi, secondo quanto emerso, l’ufficio stampa della Regione Liguria — finanziato con soldi pubblici — avrebbe redatto dossier su giornalisti considerati poco allineati, arrivando persino a stilare una blacklist dei nomi sgraditi da inviare all’editore di un quotidiano. Se confermato, non sarebbe solo un incidente istituzionale: sarebbe la fotografia di un rapporto malato tra potere e informazione. Perché la stampa dovrebbe controllare la politica, non essere monitorata da essa”.
Secondo l’associazione Genova Inclusiva non sarebbe neppure la prima avvisaglia.
“Nella scorsa legislatura regionale – scrive l’associazione – il consigliere regionale Ferruccio Sansa aveva già denunciato pubblicamente favoritismi e presunti rapporti opachi tra politica e sistema mediatico locale. All’epoca molti liquidarono quelle denunce come polemica politica. Oggi, alla luce di ciò che emerge, sembrano piuttosto un precedente ignorato”.
Tornando all’aspetto “pratico ed inquietante” della vicenda, l’associazione Genova Inclusiva ricorda che “mentre si discute di pluralismo e libertà di stampa, basta osservare la rassegna stampa sull’emergenza Depakin (farmaco salvavita anti epilettico di cui c’è carenza nelle farmacia) per notare un fenomeno evidente: articoli diversi, testate diverse, ma stessa impostazione, stesso linguaggio, stessa narrazione ripetuta quasi parola per parola. Più che informazione, una diffusione coordinata di “versioni ufficiali”.
E fuori dalle pagine? Le famiglie coinvolte direttamente nella carenza del farmaco, circa mille in Liguria, trovano spazio minimo. Storie reali, problemi quotidiani, mesi di segnalazioni e iniziative civiche restano ai margini del racconto pubblico. Come se la realtà vissuta fosse meno rilevante della narrazione amministrativa.
“Il paradosso è evidente – prosegue ancora Genova Inclusiva – i cittadini finanziano con le proprie tasse sia gli uffici stampa pubblici sia un sistema informativo che dovrebbe vigilare su di essi. Pagano due volte, ma ricevono spesso una sola voce”.
“Quando l’informazione smette di fare domande – denuncia Marco Macrì – e si limita a rilanciare, non svolge più una funzione democratica. Diventa un megafono. E un megafono, per definizione, amplifica solo chi lo impugna”.
Per Genova Inclusiva “resta allora una domanda semplice, che prima o poi qualcuno dovrà affrontare: davvero le sovvenzioni pubbliche all’informazione regionale garantiscono pluralismo, oppure finiscono per consolidare un sistema autoreferenziale?”.
Arriva poi una proposta che potrebbe aiutare i Cittadini a comprendere e sorvegliare meglio alcune vicende.
“Perché non creare una pagina online sul sito della Regione Liguria e di tutti gli enti locali – propone Genova Inclusiva – pubblica e visibile a tutti, dove si elencano i contributi pubblici disposti in favore delle Testate giornalistiche e dei loro Editori, a garanzia di tutti? Sarebbe anche in linea con il Decreto Legislativo 14 marzo 2013, n. 33 e D.Lgs. 97/2016”.
L’associazione che tutela i familiari delle persone disabili e gli operatori del settore non è nuova neppure agli esposti alla magistratura: “chissà che la Procura – chiude l’associazione – non decida di accendere un faro proprio su questo — sulle risorse pubbliche destinate al sistema dell’Editoria regionale e sui criteri con cui vengono distribuite. Nel frattempo, i cittadini continuano a fare sempre più fatica a far sentire la propria voce, coperta dal megafono del potere”.