
Isola del Cantone (Genova) – Un secco stop al parco eolico potrebbe arrivare direttamente dal “passato” e in particolare dai marchesi Spinola, signori di Pinceto e di gran parte delle valli e dei monti vicini, a metà del 1500. Lo sperano associazioni e comitati che difendono la bellezza dei panorami e l’integrità dei luoghi dall’avanzata di enormi pale eoliche e torri gigantesche.
L’Associazione Isolese Ambientalista ha infatti presentato presso gli uffici della Regione Liguria un fascicolo di osservazioni al procedimento di valutazione impatto ambientale (VIA) relativo al parco eolico denominato “Isola del Vento”.
Il fascicolo, di oltre 60 pagine consultabile presso il sito Via di Regione Liguria, evidenzia quelle che vengono definite carenze progettuali e importanti criticità riscontrate nella proposta.
I promotori del documento: “pur apprezzando l’allontanamento degli aerogeneratori dal seicentesco Santuario di Nostra Signora degli Angeli (presso l’Alpe di Buffalora), ottenuto con l’eliminazione della torre AG07 (ma con la reintroduzione della torre AG08), le modifiche progettuali non superano le criticità e i rischi da sempre evidenziati; tra cui spicca l’enorme impatto che questo grande impianto industriale arrecherà, se realizzato, sui nostri fragili crinali montani. Inoltre, l’aggiornamento di progetto (che mantiene sempre a 18 Mw la potenza installata ed utilizza le infrastrutture del già autorizzato Popein) non elimina il contestato vizio procedurale, ovvero, esiste il sospetto, sostenuto da comitati e associazioni che il proponente abbia artificiosamente diviso in due parchi un progetto fin dall’inizio inteso come unico e con una potenza installata complessiva di 36 Mw e che quindi avrebbe dovuto sottostare alla procedura di Via nazionale e non regionale”.
Inoltre l’associazione avrebbe posto all’attenzione della Regione Liguria “l’esistenza di terreni destinati a usi civici attigui al parco in oggetto e su cui anche insiste la strada di accesso, peraltro comune al parco già autorizzato Popein. La scoperta di questi mappali potrebbe avere effetti dirompenti anche per il già avviato. Infatti, proprio su 7 di questi 8 mappali insiste la strada di accesso alle torri di Popein che poi è la stessa infrastruttura che il proponente dichiara di utilizzare anche per Isola del Vento.
Secondo le osservazioni dell’associazione il presentante avrebbe, nella procedura di autorizzazione Popein, richiesto ingiunzioni di esproprio su questi mappali (insieme a molti altri) seguendo l’iter procedurale tipico delle proprietà private, omettendo o ignorando la natura pubblica di questi terreni.
Gli usi civici sono di fatto le vestigia delle antiche Comunaglie ovvero terreni pubblici donati dai feudatari del luogo alla comunità locale.
Secondo tali donazioni i frazionisti di Pinceto avevano diritto di pascolo o di fare legna sui terreni menzionati senza però potere esercitare su di essi la piena proprietà.
Insomma, la generosità degli antichi marchesi Spinola, Signori di Pinceto potrà forse salvare i crinali dai moderni imprenditori dell’eolico. La procedura di esproprio per i terreni pubblici, infatti, è diversa e più complessa rispetto a quella per le proprietà private e la benevolenza dei marchesi Spinola, a metà 1500, potrebbe aiutare anche oggi, a più di 500 anni di distanza, la comunità locale.
























