Genova – Posti esauriti, ieri sera, al Teatro Carlo Felice, per l’incontro con lo storico “social” Alessandro Barbero che dialogava con Antonio Musarra su San Francesco. Sala affollata delle grandi occasioni e pubblico giovane e attento a dimostrare che quando gli eventi sono quelli “giusti” il pubblico arriva.
Due ore senza cedimenti con due persone sul palcoscenico a “raccontare” chi era davvero San Francesco, il santo di cui si celebra quest’anno l’ottocentenario della morte.
Una figura raccontata in molti modi diversi e che lo storico Barbero ha “ricostruito” tra luci ed ombre ma, soprattutto, nella sua evoluzione, dalla scelta di povertà, il “pacifismo” e l’amore per gli animali alle pagine nelle quali consiglia ai suoi monaci di evitare le donne e la loro compagnia.
Barbero ha spiegato episodi come il dialogo con il sultano, ricordando che le corti dei potenti del tempo, cristiani o musulmani, erano luoghi di cultura e di scambio intellettuale e non fa certo stupore che San Francesco sia stato accolto, ascoltato, e rimandato sano e salvo a casa.
Oppure che il santo abbia scelto di andare incontro ad un eventuale martirio, perchè a quel tempo era semplicemente il “modo migliore” per confermare la propria fede.
Riletture di episodi, brani di agiografie e testimonianze dell’epoca che hanno letteralmente inchiodato alle poltrone del Teatro Carlo Felice, ragazzi giovanissimi, adulti e anziani.
Un successo che dimostra che il pubblico non cerca solo distrazioni e “balletti” ma anche riflessione e cultura. Ma solamente se viene fatta da persone all’altezza.
























