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Genova, via Redipuglia chiusa da 80 giorni, residenti esasperati

Quarto via Redipuglia cantiereGenova – Via Redipuglia chiusa da ormai 80 giorni, a Quarto e i residenti della zona sono esasperati e chiedono trasparenza sui tempi di riapertura.
Era la fine di gennaio quando, a causa del cedimento di una palificazione, il manto stradale della via, che corre accanto all’ospedale Gaslini, cedeva di schianto, causando una voragine.
Subito è scattata la chiusura per motivi di sicurezza e sono partiti i lavori per il ripristino di una condotta dell’acqua che si era lesionata ma poi il cantiere, molto vicino alle aree interessate ai lavori per il progetto del “nuovo Gaslini” si è misteriosamente fermato e nessuno ha più provveduto al ripristino del manto stradale per riaprire la strada.
A bloccare tutto – almeno all’inizio – un contenzioso tra il Comune di Genova e il Gaslini stesso. Uno scambio di accuse sulle responsabilità di quanto avvenuto: secondo l’istituto il cedimento sarebbe avvenuto per la rottura di una tubazione dell’acqua mentre per il Comune la rottura sarebbe la conseguenza dello smottamento.
Nel contenzioso, pare ancora in atto, a pagare le conseguenze è la cittadinanza.
La strada è molto utilizzata perché mette in comunicazione la zona “a mare” di via dei Mille, con corso Europa e, inoltre, “serve” gli accessi e le uscite dell’ospedale Gaslini che ogni giorno ha centinaia di ingressi per visite ed esami, oltre al traffico generato dai parenti dei bambini ricoverati.
Una situazione ormai insostenibile e che – secondo i residenti della zona, che si apprestano alle vie legali – potrebbe essere risolta con un intervento del Comune che, in forza del ruolo pubblico, avrebbe la possibilità di intervenire in sostituzione del “dante causa” per motivi di sicurezza.
Una volta terminato il contenzioso, secondo le norme, il Comune potrà rivalersi sul Gaslini ottenendo il pagamento di quanto speso per il ripristino.
Secondo i residenti si profilerebbe la possibilità di agire una “anticipazione dei lavori da parte del Comune in conto dei privati supportata dal pronunciamento del Consiglio di Stato (Sez.V, sent. n. 2535 del 26.4.2018)”.
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