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Genova, morto per scariche taser a Manesseno, altri carabinieri indagati

elton baniGenova – Nuovo colpo di scena nelle indagini sulla morte Elton Bani, l’operaio di 41 anni morto a Manesseno, lo scorso 17 agosto, a seguito di scosse elettriche inferte con taser in dotazione all’arma dei carabinieri. Altri due miliatari, oltre ai primi indagati per la morte dell’uomo, risulterebbero essere stati inseriti nell’elenco degli indagati per aver dichiarato il falso, nella relazione di servizio, compilata a seguito dell’evento.
La decisione della Procura di Genova arriva a seguito delle testimonianze dei vicini di casa di Elton Bani che avrebbero escluso che l’uomo, all’arrivo dei carabinieri, fosse “agitato” in modo particolare e che abbia avuto un atteggiamento aggressivo nei confronti dei carabinieri (4) intervenuti sul posto.
La pm che segue il caso avrebbe dunque inserito i due nominativi come “atto dovuto” trovando le lo testimonianze “diversa” da quella resa dai residenti sul posto.
Ora sarà l’incidente probatorio, ovvero una udienza precedente il processo vero e proprio nella quale saranno chiamati a confronto tutti i testimoni, alla presenza dei rispettivi avvocati, per ricostruire passo passo quanto successo.
Il magistrato che segue il caso ha già acquisito, invece, le perizie tecniche sui taser per accertare come e quando sono stati usati e quante scariche abbiano “sparato” nel corpo di Elton Bani.
Due le scariche e per la durata prevista secondo quando emerge e nessuna problematica pregressa (problemi cardiaci) per l’uomo deceduto.
Il caso aveva avuto grande eco mediatica perché nello stesso periodo un’altra persona colpita con i taser era deceduta in circostanze analoghe.
La famiglia di Elton Bani ha sempre ribadito di non credere alla circostanza dell’aggressione dell’uomo ai militari e chiede giustizia per una morte che poteva essere evitata visto che il personale intervenuto era più che sufficiente – a loro parere – per bloccare una eventuale reazione del congiunto.

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