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Casa di Comunità, in via Archimede un’ora e mezza per consegnare un documento

diarrea regione liguriaGenova – L’interrogativo sorge spontaneo dopo il noto e discusso caso della “Diarrea” perché occorre un’ora e mezza di attesa per depositare un certificato di esenzione del ticket e se i tempi di intervento sono analoghi anche per il disturbo intestinale, gli esiti possono essere tragici.
Purtroppo, invece, non c’è nulla da sorridere e l’esperienza fatta questa mattina da una 85enne che doveva consegnare un banalissimo documento prelevato la mattina stessa in un altro ufficio dello stesso complesso dovrebbe far scattare più di un campanello di allarme.
La pensionata, reduce da una visita medica di controllo, ha ricevuto la certificazione necessaria per l’esenzione dal ticket per le malattie croniche ma, per poter ottenere il diritto acquisito, ha dovuto fare un percorso degno di un ufficio di fine Ottocento.
Il medico ha infatti consegnato alla pensionata un documento firmato e timbrato ed ha spiegato che, per diventare “valido” doveva essere controfirmato dal medico funzionario.
La pensionata ha quindi iniziato un piccolo “calvario” che ben spiega lo stato della Sanità italiane ed il livello di “informatizzazione” in cui opera il personale sanitario.
Dopo essere scesa al piano terra, la pensionata ha dovuto raggiungere la stanza del medico funzionario ed attendere il proprio turno.
Qui l’addetto ha posizionato un altro timbro sullo stesso documento e lo ha firmato.
Ma, per diventare “valido” il documento doveva essere registrato all’ufficio dell’anagrafe sanitaria e così la pensionata 85enne si è avviata a chiedere informazioni ed è stata gentilmente accompagnata alla sala dove avrebbe dovuto attendere il proprio turno.
Il “biglietto” di prenotazione indicava la presenza di 20 persone in coda ma nella sala ne erano presenti almeno il triplo, particolare che ha insospettito la cittadina che ha presto scoperto che la biglietteria fornisce codici che vanno dalla lettera “A” alla lettera “D” e che, all’interno degli uffici, erano presenti 4 operatori.
I tempi di attesa si sono fatti biblici ed è stata necessaria un’attesa di circa un’ora e mezza per poter finalmente depositare il documento.
Ci si domanda perché, nel tempo delle pec, dei computer e delle piattaforme online, i Cittadini debbano ancora girare per uffici per un semplice timbro e attendere un’ora mezzo per far registrare una opzione che poteva ben “flaggare” il medico al momento dell’accertamento della condizione.
Eventuali controlli (???) potrebbero essere eseguiti “a valle” della selezione e la condizione di esenzione, comunicata al Cittadino una volta superati gli eventuali controlli.
Una perdita di tempo inutile per il Cittadino che, ironicamente, si è domandato se le tempistiche sono le stesse anche nel caso della ormai celebre “Diarrea”.

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