Genova – La nuova Diga Foranea continua a crescere al largo del capoluogo ligure e, giorno dopo giorno, gli enormi cassoni di cemento trovano il loro posto su fondali di oltre 50 metri di profondità.
Un risultato che spinge il costruttore a “sbeffeggiare” chi aveva avuto dei “dubbi” sulla realizzabilità, addirittura negli spot pubblicitari che elargisce generosamente.
“L’opera che non si poteva fare – si legge negli spazi pubblicitari – è ora già lunga un chilometro”.
Una vera sfida alla “ubris” dell’antica tradizione greca che invitava i suoi “eroi” a non sfidare gli dei con opere e parole che potessero risultare gonfie di superbia.
Una campagna pubblicitaria che spinge molti genovesi superstiziosi a “toccare ferro” visto che la gigantesca opera è ben lontano dall’essere ultimata e andrebbe considerato che chi aveva espresso dubbi non ha cambiato idea e citava la possibilità che il peso della nuova Diga Foranea, poggiato su fondali non compatti, potesse creare effetti di “sprofondamento” che certamente non sono immediati e, malauguratamente, potranno essere visibili solo ad opera ultimata.
Come nel caso del prolungamento del molo di Nervi che ha subito un cedimento a pochi mesi dalla fine dei lavori e proprio per l’effetto delle correnti che hanno “scavato” il fondale sabbioso all’imboccatura del porto, proprio come avevano previsto gli anziani pescatori del borgo.
La nuova Diga Foranea, quindi, cresce e certamente mostra al mondo capacità tecniche e organizzative non comuni. Le imprese impegnate sono di primissima scelta e possono contare sulle migliori professionalità del settore. Tuttavia vale la pena ricordare quanto accadeva, nella mitologia greca, a chi sfidava gli dei mostrando superbia o, restando più terra terra, citare il detto che parla di chi si loda…
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