Genova – Una lettera alla sindaca Silvia Salis e all’assessora al Welfare Cristina Lodi per chiedere interventi concreti e diretti per l’emergenza sicurezza che sarebbe in corso nel quartiere di San Fruttuoso e che avrebbe raggiunto livelli molto preoccupanti dopo l’aggressione di una ragazza che portava a spasso il proprio cane nel Bosco dei Frati.
A scriverla il Comitato San Fruttuoso, già titolare di richieste per la pedonalizzazione di alcune vie, la riduziona a 30 km/h della velocità nel cuore della delegazione e autore di campagne di pulizia e manutenzione di quartiere.
Secondo il Comitato, infatti, a San Fruttuoso si assisterebbe ad un aumento della micro criminalità ad opera dei minori non accompagnati presenti in numerose strutture religiose della zona e che, secondo la denuncia, sarebbero di fatto “incontrollati”.
Nella lettera, il comitato scrive:
“Da settimane riceviamo numerose segnalazioni di microcriminalità crescente e diffusa nelle strade e piazze di San Fruttuoso, con l’escalation di pochi giorni fa che ha visto l’aggressione ad una studentessa nel Bosco dei Frati.
Il nostro quartiere non è mai stato un luogo percepito come pericoloso ed ha grandi qualità inclusive; da decenni conviviamo con la Fondazione Auxilium ed altre realtà assistenziali che si occupano dei poveri, ma quello che sta accadendo allarma, perché ha i contorni del mancato controllo e della grave disorganizzazione.
Da una parte del fiume la Regione Liguria sta operando per ampliare la sede del Sert che doveva essere provvisoria (con grave disappunto dei cittadini e una crescente delinquenza), mentre nel cuore del quartiere abbiamo visto fiorire comunità alloggio in vari spazi appartenenti a congregazioni religiose: Ex Giannelline, Ex Santuario del Monte e Camaldoli.
In particolare destano preoccupazione la comunità per minori dei Camaldoli, la cui cooperativa che ne aveva la gestione notoriamente è fallita lasciando i minori allo sbaraglio, e la comunità Ex Giannelline (idem). Entrambe le comunità vedono uscire minori a tutte le ore, anche serali, senza educatori che ne controllino spostamenti e azioni.
Chiediamo urgentemente al Comune di farsi portavoce e di operare con la Prefettura affinché si ponga rimedio immediato a questa situazione di mancato controllo che sta degenerando, anche perché genera intolleranza fra gli abitanti che, giustamente, non si spiegano le ragioni di tale disorganizzazione. Le strutture ospitanti vanno controllate e, se come pare evidente, non sono in grado di garantire un progetto educativo e la sicurezza, vanno dismesse e i giovani bisognosi ricollocati in luoghi più sicuri dove possano ricevere le giuste cure secondo un progetto adeguato”.
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