HomeGenovaCronacaCamogli, gara di solidarietà per aiutare la famiglia di Bamba e Modou

Camogli, gara di solidarietà per aiutare la famiglia di Bamba e Modou

Bamba DiopCamogli (Genova) – Una gara di solidarietà per aiutare la famiglia di Bamba Diop a far rientrare in Senegal la salma del giovane morto recentemente. La cittadina di Camogli si è stretta nel ricordo del giovane senegalese  che ormai da anni, ad ogni inizio estate, tornava a lavorare per la stagione insieme al fratello Modou ed era perfettamente integrato e rispettato da tutti.
Una storia lontana anni luce dalle ronde e dai pestaggi di cui raccontano le cronache di Genova e che vale la pena scrivere per ricordare che “fa più notizia l’albero che cade della foresta che cresce” e che per una storia di malaffare, ce ne sono migliaia che restano nell’ombra e non vengono raccontate, lasciando che l’opinione pubblica si convinca che il Male sia ovunque.
Il giovane Bamba Diop è morto improvvisamente nell’abitazione di Genova dove viveva con il fratello e con un altro giovane che da anni lavora a Camogli nella stagione estiva.
Una tragedia resa ancora più dura dal fatto che, contrariamente alle “narrazioni”, si tratta di persone che arrivano in Italia per lavorare, per raccogliere il denaro per la famiglia che resta in Africa e per contribuire, con il loro lavoro, al successo della stagione turistica.
La morte ad inizio stagione ha significato una perdita doppia per la famiglia di Bamba: sotto il profilo umano e degli affetti ma anche sotto il profilo economico poiché mancherà una risorsa economica.
Per questo motivo, volendo aiutare la famiglia, i cittadini di Camogli hanno dato il via ad una raccota di fondi per pagare le spese per il rientro in patria della salma e per un piccolo aiuto ai familiari che si trovano certamente in una situazione difficile.
La raccolta, quasi “segreta” ha raccolto in pochi giorni la cifra necessaria e tutti coloro che avevano conosciuto Bamba hanno voluto contribuire con somme piccole e grandi e comunque “di cuore”.
Una solidarietà che parte dal cuore e che non guarda all’origine delle persone, e neppure al colore della pelle o alle preghiere recitate ma alle cose fondamentali come il reciproco rispetto, il desiderio di lavorare per migliorare la propria condizione o garantire un futuro a moglie e figli lontani.
Tutti hanno riconosciuto a Bamba Diop quelle caratteristiche e tutti hanno cercato di aiutare, in base alle loro possibilità, una famiglia lontana che resta senza un marito, un padre e una preziosa risorsa economica.
Dalle pagine social si apprende che la raccolta fondi ha raggiunto la somma necessaria “prima del tempo” e le procedure per il rientro della salma sono ormai quasi completate.
Nei prossimi giorni sarà possibile un ultimo saluto a Bamba Diop, prima della partenza per il Senegal.
Il fratello Modou, con il cuore pieno di commozione, ringrazia tutti e tornerà al più presto al suo lavoro, a Camogli, per completare quel “ciclo” che ogni anno, da tempo, lo porta a stare lontano da casa, per lavorare e garantire un futuro ai suoi familiari e per rispettare l’impegno preso con chi da tempo gli offre un posto di lavoro ad ogni stagione estiva.
Una storia positiva anche se nasce nel dolore e parla di morte. Una vicenda che dovrebbe far riflettere chi, ancora oggi, sputa veleno sui social, accumunando “mele marce” che si trovano in ogni gruppo umano, con un esercito di persone che vuole integrarsi, lavora da anni senza la minima ombra ed ha conquistato il cuore della comunità in cui si è trasferito.

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