Genova – Una riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza, in Prefettura, per cercare di trovare una “ricetta” per disinnescare il rischio di un’ondata di ronde violente, pestaggi e azioni violente a sfondo razziale tutelando nel contempo il diritto dei genovesi ad uscire di casa senza il terrore di essere coinvolti in episodi di violenza.
L’incontro è fissato per questa mattina, nel palazzo del Governo, alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni – dalla sindaca Silvia Salis all’assessora Cristina Lodi e Arianna Viscogliosi, delle forze dell’ordine e del rappresentante locale dello Stato, cui spetta la tutela dell’ordine pubblico ed il coordinamento delle forze dell’ordine e delle azioni messe in campo per tutelare la sicurezza dei Cittadini.
Sul tavolo le presunte spedizioni punitive a San Fruttuoso e Quinto, con giovani incappucciati armati di bastoni che assalgono in modo vigliacco minorenni sospettati di far parte di bande di piccoli criminali di strada, un episodio denunciato recentemente, sempre sulle alture di San Fruttuoso, con un gruppo di minori non accompagnati seguiti da un gruppo di persone incappucciate e dal fare poco rassicurante ma anche le richieste dei cittadini di alcune zone della città che chiedono più presenza delle forze dell’ordine, la tutela della sicurezza e di veder rispettato il loro diritto ad uscire di casa senza il terrore di essere aggredito, derubato e magari ferito.
Poche le soluzioni percorribili visto che i sindacati delle forze dell’ordine sono uniti in coro nel denunciare la carenza di personale e la scelta del Governo centrale di non rimpiazzare nemmeno gli operatori che vanno in pensione, con un continuo e preoccupante calo delle forze in campo.
“La coperta è corta” è una delle frasi che si sentono ripetere più spesso e così si dovrà decidere se suddividere le forze in campo nei vari quartieri, con la probabile conseguenza di non poter coprire tutte le fasce orarie, oppure se concentrare le energie disponibili e garantite da Roma, solo su alcune zone, magari quelle più “calde”.
Con buona pace di chi ricorda che, in Europa, ci sono delle prescrizioni ben precise sul numero di agenti previsti per ogni mille abitanti e che, in Italia, per ogni agente su strada ce ne sono molti altri negli uffici e ad occuparsi di pratiche più amministrative che di indagini e tutela del Cittadino.
La ricetta magica difficilmente si potrà trovare visto che nessuno a Genova può “moltiplicare” le forze in campo e assumere il personale che sarebbe necessario per coprire le esigenze. Iniziative che solo il Governo centrale puà decidere.
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