Genova – Prove di reato che si trasformano in beneficenza ed aiuto alle persone in difficoltà. La Guardia di Finanza ha destinato ad alcune associazioni benefiche il materiale sequestrato nel corso delle indagini nella lotta ai marchi contraffatti e al commercio e alla vendita di abbigliamento.
Negli ultimi giorni, la Guardia di Finanza di Genova ha donato in beneficenza all’Associazione AFET Aquilone di Genova oltre 2.600 articoli tra capi di vestiario, calzature e macchine da cucire.
Il materiale, destinato al mercato nero del capoluogo ligure, ha ricevuto, così, una “seconda vita”.
Si tratta, infatti, di beni in perfetto stato e pronti per essere utilizzati, che oggi trovano una nuova funzione: sostenere chi ha bisogno. L’ Associazione benefica AFET, attiva nel settore del volontariato, fornisce assistenza a persone in stato di disagio derivante da emarginazione sociale e dipendenze da gioco d’azzardo, droghe o alcol e opera nel cuore del centro storico cittadino mediante un importante presidio, che costituisce un avamposto di aiuto in una zona connotata da un alto tasso di fragilità.
Questo gesto di solidarietà si inserisce nel solco di una tradizione già avviata negli scorsi mesi, allorquando il Comando Provinciale di Genova aveva donato oltre 200 mila articoli ad altre importanti realtà locali quali “A.V.E.R.G.E. ODV”, associazione che dal 2002 affianca quotidianamente le famiglie in difficoltà fornendo alimenti e vestiario e “Sei Sorelle”, che promuove il recupero di beni in disuso per rimetterli in circolo secondo un modello assimilabile a un vero e proprio outlet solidale. Analogamente, il supporto è andato alla Parrocchia dei Frati Minori di Genova Voltri che, attraverso le sue articolazioni caritatevoli, garantisce pasti caldi, indumenti e assistenza a persone in condizioni di indigenza economica e, tramite l’“A.p.s. Fraternità Educativa”, assiste i bambini in età scolare provenienti da contesti familiari complessi.
L’iniziativa dimostra come la quotidiana attività di contrasto ai traffici illeciti possa generare concretamente un ritorno positivo per la collettività. Ciò che era stato sottratto al circuito illegale viene ora restituito, sotto altra forma, alla comunità.























