Savona – Animalisti perplessi per la vicenda dei sei cani sequestrati dalla polizia locale, dal Servizio Veterinario della ASL2 e dall’ENPA ad un’anziana che, secondo le prime informazioni li teneva in condizioni non idonee in un appartamento di via Boselli.
“Se fosse vero – spiegano i volontari dell’Osservatorio Savonese Animalista (OSA) che erano due mesi che i vicini di casa segnalavano inutilmente la situazione ai tre enti, potrebbero emergere responsabilità, anche penali, oltreché etiche, a loro carico”.
In particolare perché uno dei cani, il più anziano, è morto dopo il recupero ed il ricovero in una struttura veterinaria e, forse, avrebbe potuto sopravvivere se soccorso giorni prima”. L’Osservatorio Savonese Animalista (OSA) “confida nell’intervento della Magistratura savonese per accertare i fatti ed alla fine decidere di confiscare gli animali (tutti o quasi) superstiti e porli in adozione”
“E’ probabile infatti – lamenta OSA – che, essendo le leggi vigenti a tutela degli animali domestici insufficienti ed inconsistenti, il finale della triste vicenda sia la restituzione di tutte le povere bestiole alla proprietaria”.
Proteste e polemiche anche per il “mistero” di una famigliola di cinghiali improvvisamente sparita dalla foce del torrente Letimbro.
“Non se la passa meglio la fauna selvatica – proseguono ad OSA – con la regione Liguria che approva a ripetizione la caccia in deroga (nutria, storno, gazza, ghiandaia, cornacchia, cormorano) e il massacro dei cinghiali per contrastare – inutilmente – la peste suina; le associazioni animaliste (tra cui, a livello locale, il Partito Animalista Italiano e l’OSA), rappresentate dal Comitato Torrente San Francesco, per conoscere la sorte di una tranquilla famigliola di cinghiali, improvvisamente sparita dalla foce del torrente Letimbro a Savona ai primi di maggio, hanno dovuto scomodare il Difensore Civico regionale, che ha intimato a Regione Liguria e Comune di Savona di rispondere sollecitamente”.





























