
Genova – Le “certificazioni” di bambini con disabilità aumentano del 30% rispetto agli anni passati e il Comune stanzia 250 mila euro di risorse aggiuntive per offrire un servizio più adeguato e la “piena inclusione”.
Mentre si torna a parlare di “classi differenziali” e “scuole speciali” – tra l’orrore e la rabbia dei genitori con figli con disabilità – emerge in tutta la sua gravità l’aumento di disabilità tra i bambini. Un aumento che sarebbe addirittura del 30%.
Il Comune mantiene il percorso di condivisione con la Consulta comunale per la disabilità e stanzia un primo contributo aggiuntivo cui sarà necessario trovare risorse ben più grandi.
Il Comune, infatti, precisa di non voler fare nessun passo indietro sulla scuola e sull’inclusione e dopo aver destinato annualmente oltre 14 milioni di euro di risorse proprie per il sostegno e gli Ose (gli operatori che seguono l’inclusione e lo studio dei bambini con disabilità), per garantire il diritto di bambine e bambini all’inclusione sceglie di incrementare ulteriormente gli stanziamenti per fare fronte ad un dato strutturale in forte crescita, ovvero l’aumento del 30%, ad ogni nuovo anno scolastico, di alunni con nuove disabilità e certificazioni.
Per garantire l’avvio dell’anno scolastico, rispondente alle reali necessità delle famiglie, il Comune ha annunciato lo stanziamento straordinario di ulteriori 250 mila euro, derivanti esclusivamente dal bilancio comunale.
Questi fondi integrativi permetteranno un incremento delle ore di sostegno, applicando alle scuole dell’infanzia il modello organizzativo già sperimentato con successo lo scorso anno negli istituti di primo e secondo grado.
L’intera strategia d’intervento è frutto di un tavolo di confronto permanente con la Consulta comunale per la disabilità. Un percorso di condivisione imprescindibile che ha portato anche alla definizione di una richiesta congiunta e sinergica verso la Regione Liguria, affinché l’ente regionale potenzi i propri interventi che, a oggi, risultano decisamente limitati rispetto allo sforzo economico e logistico profuso autonomamente dal Comune di Genova.
“La disabilità è da sempre una priorità assoluta di questa Amministrazione- dichiara l’assessora ai ai Servizi educativi, Diritto all’Istruzione Rita Bruzzone – Inclusione e disabilità saranno tutelati con un aumento di risorse, e un incremento immediato di 250 mila euro di fondi interamente comunali, portando a regime un modello di efficientamento delle ore già promosso nei gradi superiori. Le famiglie devono sapere che non lasceremo indietro nessuno. Tuttavia, la sussidiarietà non può essere un binario unico: il Comune sta facendo la sua parte oltre il dovuto, ma è necessario che anche la Regione Liguria intervenga in modo più incisivo e strutturato al nostro fianco”.
A rispondere a stretto giro di posta al Comune è Genova Inclusiva, l’associazione che riunisce le famiglie con persone disabili ma anche gli operatori professionali che operano nel campo dell’inclusione
“Apprezziamo il fatto che il Comune abbia fornito una risposta formale alle preoccupazioni espresse da centinaia di famiglie – spiegano a Genova Inclusiva – Ma le dichiarazioni, da sole, non bastano. I bisogni educativi speciali dei nostri figli e delle nostre figlie non si misurano con i comunicati, bensì con risorse, servizi e risultati concreti. Per questo, come Genova Inclusiva e insieme alle mamme promotrici della raccolta firme, chiediamo la convocazione di una Commissione consiliare alla presenza della sindaca Silvia Salis, affinché sia possibile verificare, dati alla mano, la reale congruità delle risorse stanziate rispetto ai bisogni effettivi delle bambine e dei bambini con disabilità e bisogni educativi speciali. Non cerchiamo polemiche, ma trasparenza. Non ci interessano le promesse, ci interessano i numeri. Perché solo confrontando investimenti, fabbisogni e servizi sarà possibile capire se quanto annunciato è davvero sufficiente oppure no.
Ringraziamo il Comune per aver aperto un canale di confronto istituzionale. Il nostro giudizio definitivo arriverà dopo l incontro richiesto, quando sarà possibile analizzare nel merito le risorse previste e le risposte concrete destinate alle famiglie”.


























