Genova – Botta e risposta a distanza tra l’ex generale in pensione Roberto Vannacci e l’amministrazione della sindaca Silvia Salis sui temi della sicurezza ed in particolare sull’uso del taser.
Vannacci ha postato un invito alla sindaca a “fare il suo lavoro” e a dotare la polizia locale del taser, la pistola elettrica sotto accusa in tutta Italia a seguito di diversi decessi avvenuti a seguito dell’uso dell’arma potenzialmente letale.
Il fondatore di Futuro nazionale ha confermato la sua propensione alle affermazioni “forti” ricordando che il taser ha come “unica alternativa una calibro 9”, riferendosi evidentemente alla pistola.
Un gergo brutale cui ha risposto Silvia Salis che ha ricordato che “a Genova non c’è mai stata nessuna sperimentazione del taser, di nessun tipo” anche perché “non è mai passato il regolamento in Consiglio comunale perché la destra non è riuscita a farlo”.
La prima cittadina di Genova ha rintuzzato Vannacci rispondendo anche che “al di là di dire falsità, noi andiamo avanti per la nostra strada. La nostra non è fatta di annunci ed esternazioni spot. Ho un figlio di due anni che usa più o meno la stessa tecnica”.
In difesa di Vannacci è scesa in campo la deputata di Futuro Nazionale Laura Ravetto che ha replicato alla sindaca Salis affermando che “preoccupa che Salis non conosca quanto fatto nella sua città. Il progetto era stato avviato dalla Giunta Bucci nel 2022 con due dispositivi già acquistati. È stata la volontà di Salis e della sua giunta ad affossarlo. Forse è lei a comportarsi come una bambina beccata con le mani nella marmellata”.
A questo punto è stata l’assessora Arianna Viscogliosi, assessore alla Sicurezza di Salis ed ex assessora della prima giunta Bucci che ha chiarito: “nel 2023 la seconda Giunta Bucci avvia le pratiche, nel 2024 acquista due taser – precisa Viscogliosi – Ma quelle pistole non sono mai entrate in funzione perché non è mai stato adottato il regolamento necessario. Oggi il centrodestra chiede a noi di fare ciò che loro stessi non hanno fatto quando governavano”.
Una battaglia a colpi di dichiarazioni che, si può supporre, non si fermerà qui.






























