HomeSavonaCronacaAvanza anche in Liguria l'invasione della Popillia japonica, distrugge le colture

Avanza anche in Liguria l’invasione della Popillia japonica, distrugge le colture

Popillia Japonica, scarabeo giapponeseGenova – Cresce la preoccupazione per il ritrovamento di colonie di Popillia japonica, il pericoloso insetto che mette a rischio le colture, nel genovese e nel savonese.
L’insetto, infestante e che arriva dall’asia, è stato scoperto nei comuni savonesi di Cairo Montenotte, Dego e Piana Crixia e nei centri genovesi di Sant’Olcese, Mignanego e Busalla suscitando la preoccupazione dei residenti ma, soprattutto, dei coltivatori della zona visto che la popillia divora oltre 300 piante coltivabili e rischia di mettere in ginocchio molte aziende agricole e molti coltivatori che potrebbero veder andare in fumo i loro raccolti di verdura ma anche di frutta.
La popillia japonica crea già molti danni in altre regioni e recentemente è arrivata anche in Liguria. Dove le associazioni degli agricoltori chiedono interventi di lotta biologica al pericoloso insetto prima che causi danni rilevanti al settore.
“L’arrivo della Popillia japonica in sei comuni delle province di Savona e Genova rende necessaria una maggiore opera di prevenzione contro questo insetto infestante, che rischia di creare gravi danni alle aziende agricole liguri – spiega Jan Casella, consigliere regionale di AVS – chiediamo alla Regione Liguria di intensificare le azioni di contenimento del coleottero giapponese”.
La difesa dell’ambiente e la tutela delle attività agricole è infatti tra gli ambiti di lavoro della Regione Liguria.
“L’attività di monitoraggio – prosegue Casella – ha consentito di accertare la presenza di questo animale in territori mai interessati prima dall’infestazione. La Popillia japonica è un organismo nocivo per molte specie vegetali, in particolare vite, glicine, rose, tigli, nocciolo, alberi da frutto e diverse colture orticole, alle quali può arrecare gravi danni, con ripercussioni potenzialmente disastrose per le aziende agricole. Serve un intervento tangibile che ne blocchi l’espansione, in particolare verso le zone ad alta densità agricola, prima che questa emergenza diventi una calamità”.
“Da anni, i coltivatori liguri devono fronteggiare condizioni difficili in cui lavorare, dal cambiamento climatico all’aumento dei costi, dai dazi a meccanismi burocratici che spesso mettono in difficoltà le piccole realtà del nostro territorio. Chiediamo che la Regione combatta e prevenga questo insetto infestante, senza aggravare di ulteriori costi e obblighi le imprese e i lavoratori agricoli, confrontandosi con le associazioni di categorie che conoscono bene le esigenze delle aziende”, è l’appello di Jan Casella.

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