HomeGenovaCronacaAutismo, dalla Regione Liguria 800mila euro, Genova Inclusiva: non bastano

Autismo, dalla Regione Liguria 800mila euro, Genova Inclusiva: non bastano

asilo bambini
Genova – Il numero dei bambini cui viene diagnosticata la sindrome dello spettro autistico cresce in modo drammatico e in un panorama di emergenza non ancora riconosciuta appieno, con famiglie che attendono anche anni prima che la Sanità pubblica si faccia carico delle esigenze dei bambini, Regione Liguria stanzia oltre 800 mila euro per finanziare nuovi interventi dedicati all’autonomia, all’inclusione sociale e al miglioramento della qualità della vita delle persone con disturbo dello spettro autistico.
Genova Inclusiva chiede chiarezza e sostiene che, se la cifrà verrà divisa tra i centri attualmente aperti – ed ancora insufficienti – non basteranno nemmeno per garantire le cure attuali.
La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Sanità e alle Politiche sociosanitarie e sociali Massimo Nicolò, ha approvato il programma di utilizzo delle risorse per il biennio 2026-2027 e avviato il percorso che consentirà agli Enti del Terzo Settore di presentare progetti e iniziative rivolti alle persone con autismo e alle loro famiglie, per favorire l’autonomia sociale, come ad esempio, affiancamento e orientamento alla formazione, al lavoro e alla scelta dello stile di vita.
Le risorse, assegnate alla Liguria nell’ambito del Fondo nazionale per l’inclusione delle persone con disabilità, saranno destinate alla realizzazione di interventi innovativi e personalizzati per favorire percorsi di autonomia, inclusione sociale, partecipazione alla vita della comunità e sostegno alle famiglie.
Il programma nasce da un confronto con i principali soggetti istituzionali e sociali del territorio e punta a valorizzare la collaborazione con il Terzo Settore attraverso progetti costruiti sui bisogni concreti delle persone con disturbo dello spettro autistico.
“Con questo provvedimento mettiamo a disposizione del territorio oltre 800 mila euro per trasformare le risorse in opportunità concrete per le persone con disturbo dello spettro autistico e per le loro famiglie – sottolinea l’assessore alla Sanità, Politiche sociosanitarie e sociali, Terzo SettoreMassimo Nicolò-. Questa misura conferma la nostra visione: nessuno deve essere lasciato indietro. L’inclusione non può restare un principio astratto, ma deve tradursi in servizi, progetti e opportunità tangibili. Il nostro obiettivo è rafforzare una rete capace di accompagnare le persone in ogni fase della vita, superando le disuguaglianze territoriali e garantendo interventi sempre più vicini alle esigenze concrete dei cittadini”.
L’avviso pubblico, che sarà pubblicato nei prossimi giorni sul sito di Regione Liguria, consentirà agli Enti del Terzo Settore interessati di partecipare alla fase di coprogettazione e alla successiva realizzazione degli interventi, con l’obiettivo di sviluppare iniziative diffuse sul territorio regionale e capaci di rispondere in modo efficace alle esigenze delle persone con autismo nelle diverse fasi della vita.
L’investimento è un ulteriore passo avanti nell’attuazione delle politiche regionali dedicate alla disabilità e all’inclusione, con particolare attenzione ai progetti che promuovono autonomia personale, integrazione sociale e qualità della vita delle persone con disturbo dello spettro autistico.
Di diverso avviso l’associazione Genova Inclusiva che riunsce le famiglie con persone disabili e i professionisti che operano nel settore dell’inclusione.
“La cifra stanziata da Regione Liguria – spiega Marco Macrì, portavoce dell’associazione – è pari alla quota di restart spettante ai due centri riabilitativi in centro ( redulco e boggiano pico) e gli altri? Se la dividono per tutti i centri dovranno per forza ridurre cure e dimettere bambini anticipatamente”.
Restano anche le tante problematiche legate ai tempi di valutazione e accettazione delle domande di invalidità e la scarsità di strumenti davvero efficaci per la cura e la inclusione dei bambini con disabilità che, ancora oggi, possono contare su un unico centro pubblico a Genova dove operano professionisti con contratto annuale, rinnovato di anno in anno e che sempre più spesso scelgono di lavorare nel privato con grave perdita e dispersione delle capacità e professionalità formate in ambiente pubblico.
Ci sono poi i pesanti ritardi con cui si effettua la “diagnosi” perché asili e scuole non sono ancora “preparati” a fornire indicazioni ai genitori sulla possibile evidenza di “segni indicatori” e, infine, il gravissimo ritardo con cui le istituzioni “prendono in carico” i bambini con disabilità. Ritardo che arriva facilmente a tre anni dopo la prima richiesta presentata dai genitori e con terapie e cure che vengono nel frattempo pagate privatamente dalle famiglie che spesso sono costrette a enormi sacrifici economici per poter garantire ad uno o più figli le terapie che possono fare la differenza.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui